Environmental and individual exposure and the risk of congenital anomalies: a review of recent epidemiological evidence
Articolo
Data di Pubblicazione:
2018
Abstract:
INTRODUZIONE
Le anomalie congenite (AC) sono considerate
tra le principali cause di mortalità neonatale
e infantile, nonché tra le principali fonti di
disabilità a lungo periodo. Le AC sono da lungo
tempo oggetto di attività sistematica di registrazione
in molte aree geografiche, in Europa
e a livello internazionale. Queste patologie,
oltre a essere associate molto spesso a disabilità
di varia natura e gravità, sono responsabili di
una quota considerevole di mortalità infantile
anche nei Paesi sviluppati.
Secondo l'organizzazione mondiale della sanità
(OMS), le AC colpiscono nel mondo circa
3,2 milioni di nati per anno e circa 300.000
neonati affetti da AC muoiono ogni anno entro
i primi 28 giorni di vita.
In Europa, le AC rappresentano la principale
causa di morte perinatale: il network europeo
di sorveglianza delle anomalie congenite
"European Surveillance of Congenital Anomalies"
(EUROCAT) ha registrato una mortalità
perinatale del 9,2 per 10.000 nati nel periodo
2008-2012.
Il Ministero della salute stima che, in Italia,
su 500.000 nati mediamente ogni anno, circa
25.000 presentino almeno un'AC. Sempre
in Italia, circa il 25% della mortalità infantile
è dovuta ad AC e circa il 50% a stati morbosi
perinatali, quasi sempre di origine prenatale.
Per quanto riguarda la sopravvivenza a lungo
termine, un recente studio di popolazione
condotto nel Regno Unito ha stimato una sopravvivenza
a 20 anni dell'85,5% per i bambini
nati con almeno una AC tra il 1985 e il
2003. Secondo il Centre for Disease Control
and Prevention, approssimativamente il 3,3%
dei nati vivi negli Stati Uniti ha un grave difetto
congenito.
Il costo sociale ed economico delle AC è, dunque,
elevato e la loro prevenzione primaria rappresenta
una priorità di sanità pubblica.
Riguardo all'eziologia, si ipotizza che le AC
possano essere originate durante il primo trimestre
di gravidanza come risultato di difetti
poligenici ereditari o di un'interazione
gene-ambiente, ma in molti casi la causa è ancora
sconosciuta. L'eziologia è prevalentemente
multifattoriale, determinata da complesse
interazioni tra geni e ambiente che alterano
il corretto sviluppo embrio-fetale, soprattutto
nella fase di organogenesi. In particolare,
i fattori ambientali (sostanze chimiche, agenti
infettivi, malattie della madre e altri fattori
esogeni) possono avere azione mutagena preconcezionale,
azione teratogena postconcezionale,
azione d'interferenza endocrina e azione
epigenetica. Per le cause genetiche, si tratta di
aberrazioni genico-cromosomiche o di disgenesie.
I fattori socioeconomici agiscono, invece,
differenziando l'esposizione ai fattori di
rischio e l'accesso alle misure di prevenzione.
Negli ultimi anni e stata messa in evidenza
l'importanza dell'ambiente come uno dei maggiori
fattori di rischio riproduttivo.
L'individuo può essere esposto a inquinanti
presenti sul luogo di lavoro, ma la stessa popolazione
locale può essere esposta a molteplici
fonti di contaminazione attraverso le matrici
ambientali acqua, suolo e aria. La donna in
gravidanza e il feto in via di sviluppo sono particolarmente
vulnerabili agli effetti delle aggressioni
ambientali.
OBIETTIVO
Lo scopo principale di questo lavoro è di produrre
una revisione aggiornata delle evidenze
epidemiologiche sul rischio di AC associato
alle esposizioni ambientali e ai fattori di rischio
socioeconomici e individuali, quali il fumo di
sigaretta e il consumo di alcol, in linea con il
metodo utilizzato da Pirastu et al. 2010 nell'ambito
del Progetto SENTIERI.
DISEGNO E METODO
La ricerca bibliografica è stata eseguita su
PubMed selezionando gli articoli in inglese e
in italiano di studi condotti sull'uomo e pubblicati
nel periodo 2011-1016. Per la rassegna,
sono stati selezionati sia gli articoli originali di
studi d
Tipologia CRIS:
01.01 Articolo in rivista
Keywords:
congenital anomalies; risk factors; epidemiological evidence
Elenco autori:
Gorini, Francesca; Pierini, Anna; Baldacci, Silvia; Minichilli, Fabrizio; Santoro, Michele; Bianchi, Fabrizio
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