Valutare l'impatto della formazione professionale sull'inserimento lavorativo: lezioni da una ricerca in Regione Piemonte
Articolo
Data di Pubblicazione:
2013
Abstract:
La valutazione di impatto ricopre un ruolo di primaria importanza nello stabilire il successo delle politiche pubbliche. Disporre di informazioni relative alla reale capacità dei programmi d'intervento di produrre gli effetti attesi, infatti, si rivela un elemento cruciale nella programmazione delle politiche. La sua diffusione ed il suo utilizzo nelle scelte programmatorie sui Fondi Europei, come auspicato dal Rapporto Barca, risulta ancor più urgente nell'attuale contesto socio-economico, nel quale risorse finanziarie scarse devono essere impiegate con sempre maggiore efficacia ed efficienza. A tale regola non sfugge la programmazione degli investimenti sul capitale umano e, nello specifico, la programmazione delle politiche della formazione professionale. Queste ultime, perlopiù finanziate tramite le risorse FSE, svolgono un ruolo cruciale nel contrasto all'inoccupazione e al disagio sociale, soprattutto per le fasce più deboli della popolazione. Risulta pertanto, auspicabile che in questo come in altri ambiti, le pubbliche amministrazioni italiane si abituino a ragionare in termini di valutazione di impatto e di valutazione ex-ante, affinché sia possibile (ri)programmare le politiche rilanciando lo sviluppo e la coesione territoriale e, contemporaneamente, riscattando la qualità dell'azione pubblica.
In quest'ottica, l'articolo presenta un'esperienza di valutazione di impatto realizzata su interventi di formazione professionale della Regione Piemonte, finanziati dal FSE, discutendone la fattibilità e proponendo una strategia quasi-sperimentale di valutazione dell'inserimento lavorativo. Nello sviluppo dell'articolo, gli autori illustrano le scelte operative effettuate nel disegno e nell'attuazione della valutazione, esponendone vantaggi e svantaggi.
In tal direzione, ampio spazio, viene dedicato all'analisi della strategia campionaria adottata, con particolare attenzione all'identificazione del campione di controllo, individuato sulla base dei soggetti ritirati dai corsi. L'articolo propone, inoltre, una accurata descrizione delle modalità di effettuazione dell'analisi di impatto lordo e netto. La prima, realizzata attraverso un'analisi degli esiti occupazionali dei formati a circa 12 mesi dalla conclusione dei corsi, costituisce una misura grezza dell'effetto della formazione. La seconda, invece, realizzata, attraverso i differenziali occupazionali netti, rilevati tra campione principale e campioni di controllo, nonché attraverso un'analisi probit multivariata, costruita prendendo in esame gli effetti che le caratteristiche individuali hanno sulla probabilità di essere occupati a distanza di un anno dalla fine dei corsi, affina la stima dell'effetto netto prodotto dai corsi di formazione. L'articolo discute, altresì, il problema del selection bias, illustrando la strategia adottata per misurarlo e contrastarne gli effetti. In conclusione, gli autori distillano gli apprendimenti effettuati nel corso della ricerca, attraverso una serie di lezioni relative tanto al metodo quanto al processo di valutazione dell'efficacia degli interventi formativi.
Tipologia CRIS:
01.01 Articolo in rivista
Keywords:
formazione professionale; valutazione d'impatto; gruppo di controllo; campionamento; analisi multivariata; distorsione da selezione
Elenco autori:
Ragazzi, ELENA MARIA; Benati, Igor; Sella, Lisa
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