Effetti a breve termine del particolato atmosferico su mortalità e ricoveri ospedalieri in Italia nel periodo 2006-2015. Risultati del progetto BEEP.
Abstract
Data di Pubblicazione:
2018
Abstract:
Introduzione: Gli effetti del particolato atmosferico sulla salute umana sono consolidati. Tuttavia, le evidenze prodotte si
riferiscono ai contesti urbani. Il progetto BEEP: "Big Data in Epidemiologia Ambientale ed Occupazionale" si propone di fornire
nuove evidenze sugli effetti dell'inquinamento atmosferico e delle temperature estreme su scala nazionale.
Obiettivo: Stimare l'effetto a breve termine di PM10 e PM2.5 su mortalità naturale (in 5 Regioni) e ricoveri cardiovascolari e
respiratori in Italia durante il periodo 2006-2015; valutare possibili modificazioni d'effetto per sesso, età e grado di urbanizzazione
del comune.
Metodi: Le concentrazioni medie giornaliere di PM10 e PM2.5 sono state stimate in ogni km2 dell'Italia utilizzando un approccio
di "machine learning" su dati satellitari e variabili di uso del territorio. I dati giornalieri di mortalità sono stati ottenuti per 5 Regioni
(Puglia, Sicilia, Piemonte, Lazio ed Emilia Romagna), mentre quelli di ospedalizzazione si riferiscono a tutti i comuni italiani.
L'associazione tra PM e mortalità/ricoveri è stata valutata con un'analisi di serie temporali regione-specifica con regressioni di
Poisson aggiustate per trend temporali, temperatura ed epidemie influenzali. Le stime di associazione sono state anche prodotte
per età (<64; 65-74; >75 anni), sesso e grado di urbanizzazione del comune (definito in 3 livelli su base EUROSTAT). I risultati
sono espressi come variazioni percentuali di rischio (IR%) ed intervalli di confidenza al 95% (95%CI), per incrementi del PM pari
al range interquartile (IQR).
Risultati : Durante il periodo 2006-2015 si sono verificati 2,197,069 decessi per cause naturali nelle 5 Regioni e 7,717,348
e 4,154,893 ricoveri urgenti (non programmati) per patologie cardiovascolari e respiratorie in tutta Italia. La stima d'effetto del
PM10 per la mortalità naturale è pari a 1.78% (95%CI: 0.55, 3.04) per incrementi di 10.4 µg/m3, e pari a 2.45% (0.43, 4.50%)
per incrementi di 7.8 µg/m3 per il PM2.5. Incrementi del PM10 pari a 9.2 µg/m3 e del PM2.5 pari a 7.2 µg/m3 determinano
rispettivamente IR% di 0.28% (-0.08, 0.64%) e 0.29% (-0.13, 0.72%) per ricoveri cardiovascolari e 2.14% (1.59, 2.69%) e
2.63% (1.90, 3.35%) per ricoveri respiratori. Abbiamo osservato effetti del PM10 e PM2.5 sulla mortalità più elevati nella classe
d'età più anziana (>75 anni), ed effetti sui ricoveri respiratori più elevati nei maschi. Infine, le stime di associazione erano presenti
anche nei comuni di medio e basso grado di urbanizzazione.
Conclusioni: L'accessibilità a dati ambientali e sanitari su tutto il territorio italiano ha permesso di stimare l'associazione tra le
concentrazioni giornaliere di PM10 e PM2.5 e morbosità causa-specifica per la prima volta su scala nazionale, e mortalità in 5
regioni ad elevata densità di popolazione. In conclusione, l'inquinamento atmosferico è un importante fattore di rischio non solo
nei grandi centri urbani ma anche in contesti a minore densità abitativa
Tipologia CRIS:
04.02 Abstract in Atti di convegno
Keywords:
particolato; mortalità; ricoveri ospedalieri
Elenco autori:
Viegi, Giovanni
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Titolo del libro:
XLII Congresso dell'Associazione Italiana di Epidemiologia (AIE) - Epidemiologia e Diritto alla Salute: riaffermare i principi del servizio sanitario nazionale nello scenario attuale e futuro