Data di Pubblicazione:
2008
Abstract:
Prefazione
Un profilo umano e scientifico di Isabella D'Elia
Nell'autunno 1965 incontrai Isabella, per la prima volta, all'Università
di Roma "La Sapienza", dove entrambi frequentavamo i corsi della facoltà
di Giurisprudenza. Era prossima ai vent'anni: mi colpì subito per il suo
carattere estroverso, per il calore umano che irraggiava dalla sua persona,
per l'impegno che metteva nello studio, per l'attaccamento alla sua famiglia
e alla sua terra d'origine (la Puglia), per la forza della sua fede che
testimoniava coraggiosamente anche in ambienti ostili.
Qualche anno più tardi, dopo esserci entrambi laureati, e dopo aver io
iniziato il lavoro di ricerca scientifica nell'Istituto per la documentazione
giuridica del CNR a Firenze, precedendola di qualche mese nell'attività
che avremmo condiviso per il resto della vita, capii che non dovevo farmi
sfuggire un tale tesoro che il Signore aveva messo sulla mia strada (Una
donna perfetta chi potrà trovarla? Ben superiore alle perle è il suo valore, Pr 31,10),
e mi decisi a chiedere la sua mano ai genitori di lei. Il fidanzamento ufficiale
durò solo 40 giorni, con grande sorpresa di tutti; ci sposammo a
Firenze il 9 febbraio 1970 nella Basilica di San Miniato al Monte, contro
la tradizione che avrebbe suggerito un fidanzamento più lungo e un
matrimonio celebrato in Taranto, città di residenza della sposa.
Fui subito accolto dalla famiglia di Isabella come un figlio, ed imparai
ad apprezzare la nobiltà dei sentimenti e la "santità" di quei genitori che
avevano educato così bene la propria figlia da renderla una persona veramente
speciale: sposa e madre esemplare, dedita alla famiglia e al lavoro,
riusciva a non tralasciare mai le pratiche religiose e gli impegni caritativi che
la proiettavano fuori della famiglia. Sin dai primi anni di matrimonio si rivelò
preziosa per i figli, i familiari tutti e gli amici, per le cure, l'affetto e la
dolcezza che lei seppe sempre donare. Nella severità come nell'amore, nella
fede incrollabile come nell'ansia della ricerca, nella prudente saggezza
come nell'ardimento libero da pregiudizi, essa appariva sempre circonfusa
da un misterioso alone di rasserenante purezza che infondeva pace in coloro
che incontrava (Beati i puri di cuore perché vedranno Dio, Mat 5,8).
Tipologia CRIS:
01.01 Articolo in rivista
Elenco autori:
Ciampi, Costantino
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