Data di Pubblicazione:
2009
Abstract:
L'effetto dell'uomo sul pianeta nel suo insieme è sempre più evidente anche al di fuori dei
circoli scientifici, che da decenni avvertono della incoerenza delle attività umane con le leggi della
natura che regolano la presenza della biosfera sul pianeta.
L'aumento della popolazione, l'uso sempre più massiccio di energia di origine fossile, l'impiego
di molecole chimiche sempre più invadenti, sono tutti elementi che pongono una serie di interrogativi
rispetto alla sostenibilità di questo sviluppo ancora per lungo tempo.
A questo si devono aggiungere altre preoccupazioni di carattere etico e politico che si
applicano principalmente ai paesi industrializzati, quali l'eccesso di consumi che fa perdere di vista
la distinzione fra i concetti di necessario, utile e superfluo, la tendenza ad una organizzazione della
società che va nuovamente verso due sole categorie - i ricchissimi ed i poveri - secondo un modello
simile a quello esistente prima della rivoluzione industriale. Inoltre la potenza dei mezzi di
informazione che riesce ad orientare le masse cancellandone qualsiasi capacità critica, la sudditanza
della politica all'economia con gravi conseguenze sulla governance pubblica, che tende ad
interessarsi sempre di più agli interessi dei grandi gruppi economici e sempre meno alle esigenze
dei cittadini, enfatizza il divario sociale e il malessere delle popolazioni.
La globalizzazione che recide i legami con i territori di appartenenza con la perdita di valori
maturati nel corso della storia e fondamentali per un buon governo delle comunità locali, le
migrazioni di milioni di persone che cercano una risposta a condizioni di miseria presenti nei loro
paesi, spesso con conseguenze che li privano dei punti di riferimento delle culture di provenienza e
al tempo stesso rendono difficile l' integrazione da parte delle culture che li accolgono (spesso solo per
necessità di mano d'opera di base), la qualità e la proprietà del lavoro individuale che diviene
sempre più anonimo e carente di motivazioni profonde, con la conseguente frustrazione di grande
masse di lavoratori spinti solo ad accettarlo per necessità, rischiano di accelerare l'insostenibilità
dell'attuale modello di sviluppo.
Di fronte ad un quadro così articolato e critico, senza fare del catastrofismo, è necessario
promuovere il prima possibile una riflessione. Iniziative come la Mostra " Risorse naturali e attività
economiche attraverso studi dei Georgofili e manufatti artigianali " assumono il significato di un invito
a riflettere.
Il territorio racconta la nostra storia; ciascun albero, campo, chiesa, casa sono il frutto del
lavoro, delle speranze, dei saperi delle generazioni che ci hanno preceduto, sono una costruzione
paziente e faticosa della nostra identità. In un momento di mutamenti epocali nella nostra civiltà,
che richiedono una riflessione attenta per affrontare le sfide globali del nuovo millennio, questa
iniziativa vuole tracciare un percorso che partendo dal passato si rivolge al futuro. Nel momento in
cui interi continenti si affacciano alla finestra della economia globale rimettendo in discussione
quell'assetto economico e produttivo faticosamente raggiunto nel secolo scorso, è necessario
chiedersi quali nuove opportunità di lavoro e di reddito è possibile immaginare a partire dalle
risorse disponibili nei territori.
Si tratta dunque di valorizzare la nostra storia in chiave moderna, per questo attività che
sembravano pochi anni fa da relegare nell'album delle foto di famiglia, devono essere riconsiderate
in una nuova luce. I prodotti del territorio rappresentano il simbolo di questa riflessione. Modi diversi
di produrre possono coesistere e vicendevolmente arricchirsi; da una parte la produzione industriale
che permette a tutti l'accesso a
Tipologia CRIS:
03.01 Monografia o trattato scientifico
Elenco autori:
Rapi, Bernardo; Battista, Piero; Romani, Maurizio; Conese, Claudio
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