Data di Pubblicazione:
2011
Abstract:
Il litorale veneto è stato interessato in tempi recenti da una serie di interventi che hanno previsto la
messa in opera di materiale lapideo o inerte con diversi scopi, il principale dei quali è stato la difesa idraulica. L'introduzione di substrati rigidi su fondali a sedimenti incoerenti ha avuto, come conseguenza, il marcato aumento della biodiversità sia della componente macrozoobentonica sia della fauna ittica. Anche su profondità ridotte le barriere artificiali arrivano a ospitare comunità ittiche varie e abbondanti sia di specie tipiche di substrati rocciosi, che trovano in questi habitat condizioni trofiche favorevoli e disponibilità di nuovi spazi ove insediarsi, sia di specie che si avvicinano alle scogliere artificiali solo in determinate fasi del loro ciclo vitale o con scopi ben precisi (nursery area,
feeding ground, spawning area). La comunità ittica associata a una barriera artificiale costituita da due piramidi di
blocchi di calcestruzzo e posizionata a due miglia dalla foce del Sile, su una profondità di 14 metri, è stata caratterizzata attraverso tre campagne di monitoraggio in immersione (visual census) nell'estate 2010. Lo studio ha permesso di censire 25 specie di pesci ossei ripartiti in 13 famiglie fornendo dati di abbondanza e biomassa. Le specie censite sono state raggruppate in guild ecologiche sulla base delle diverse modalità di utilizzo delle barriere artificiali.
Lo studio fornisce infine indicazioni sul valore commerciale delle specie censite nell'area di indagine.
Tipologia CRIS:
01.01 Articolo in rivista
Keywords:
artificial reef; fish fauna; visual census; North Adriatic Sea
Elenco autori:
Boldrin, Alfredo; DA ROS, Luisa
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