Data di Pubblicazione:
2008
Abstract:
Millenarie vie di comunicazione tra Oriente ed Europa hanno attraversato l'Albania e numerose testimonianze architettoniche e archeologiche costituiscono un segno inequivocabile, per i popoli delle due rive dell'Adriatico, di scambi economici e culturali, la cui coscienza è andata persa per ragioni politiche.
Prima degli anni '90 il regime albanese si occupava di restaurare le città di interesse storico e artistico come Berat e Gjirokastra, così come realizzava scavi archeologici a Butrinto, Apollonia, Finiq, Bylis, etc. Dopo la caduta del regime comunista, il caos in cui è caduto il paese ha seriamente messo in pericolo il suo patrimonio culturale: al crollo del sistema ha fatto seguito una crisi finanziaria che ha costretto le istituzioni albanesi a tagliare i fondi per quelle iniziative con il risultato che il patrimonio architettonico e quello archeologico è stato messo a dura prova sia dall'abbandono sia dal diffondersi di costruzioni abusive.
Nell'ultimo decennio, tuttavia, nei Paesi del Bacino Adriatico la domanda di conoscenza e di fruizione dei beni culturali ed ambientali ha registrato un forte incremento; a tal proposito è particolarmente significativa una prima ricognizione dei beni architettonici e archeologici finanziata con fondi UE . Il patrimonio culturale-ambientale non viene più considerato esclusivamente quale memoria da custodire e conservare, ma viene considerato quale elemento-chiave in grado di generare lavoro e valori attraverso diverse e nuove attività economiche indotte contribuendo, in definitiva, anche al proprio mantenimento. L'obiettivo attuale, per i gestori dei beni culturali, è dunque di aumentare quantitativamente e qualitativamente, la fruizione da parte dei visitatori tradizionali o "virtuali" del patrimonio artistico/documentale di cui sono depositari.
Le più recenti tendenze nella gestione del patrimonio culturale considerano peraltro importante l'integrazione del patrimonio intangibile, naturale e culturale, la partecipazione dei cittadini e la diffusione delle informazioni, alla cui realizzazione "...concorrono lo sviluppo sia di strategie per la catalogazione del patrimonio culturale sia di piattaforme digitali e sistemi informativi territoriali per la loro gestione" , assegnando dunque ruolo di primaria importanza alla tecnologia SIT.
Negli ultimi tempi anche le istituzioni albanesi hanno ricominciato a prestare la dovuta attenzione alla ricchezza del patrimonio culturale del paese, in un quadro tuttavia negativamente caratterizzato sia da ridotte risorse economiche, sia da una quasi completa assenza di conoscenza dell'Albania all'estero determinatasi anche a causa della precedente politica isolazionistica.
L'analisi dei siti impegnati nella promozione del turismo culturale in Albania dimostrava tuttavia la completa assenza sia di informazioni territoriali sia dell'interattività necessaria a "catturare" il navigatore (vedi Appendice: Analisi dei siti web sul turismo in Albania).
In questo quadro è nata la proposta progettuale "Albania: conoscere, comunicare, condividere", finanziata dalla Regione Puglia nel 2007 con fondi Interreg, fortemente ispirata alle finalità proprie della L.R. 25/8/2003, n.20, in quanto tesa, da un lato, alla valorizzazione delle comunità locali delle regioni oggetto di studio attraverso attività di riscoperta e conoscenza delle proprie testimonianze architettoniche, culturali e religiose e - dall'altro - al rafforzamento della cultura del partenariato fra tali comunità e le istituzioni, per le quali è prevista l'implementazione di software a codice sorgente aperto, comunemente conosciuto con il termine "open source", in piena coerenza con il principio secondo cui l'informazione - di per sé costosa - accresce il proprio valore soprattutto se co
Tipologia CRIS:
03.12 Curatela di monografia/trattato scientifico
Keywords:
cultural heritage; gis
Elenco autori:
Maiellaro, Nicola
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