Data di Pubblicazione:
2019
Abstract:
Siamo soliti pensare alla disorganizzazione come a un problema, un vero e proprio male di qualsiasi struttura che deve essere evitato a qualunque costo. Tutti abbiamo un'idea - sia pure vaga - di cosa sia la disorganizzazione, anche perché, in effetti, in Italia abbiamo un'infinità di esempi di disorganizzazione con i quali ci dobbiamo confrontare a cadenza quotidiana. Per questa ragione tutti si concentrano sull'ordine e si interessano di "organizzazione" anche a livello tecnico e scientifico: esistono infatti studi sull'organizzazione o di "organizational behavior". Nessuno invece si occupa di "disorganizzazione", "disorganisation management" o
"disorganizational behavior". Eppure, se ci si pensa bene, l'ordine, l'organizzazione magari troppo rigida non sono sempre positivi perché, in talune circostanze, una certa dose di disorganizzazione permette di avere
un'equivalente dose di flessibilità. Il problema è però capire in quali condizioni, con quali caratteristiche, a quali livelli, nei confronti di quali tipi di strutture la disorganizzazione possa aumentare l'efficienza, l'efficacia, la
creatività, l'adattamento e la flessibilità. Se si riesce a mettere a fuoco un simile framework analitico è, allo stesso tempo, possibile capire quando e quale tipo di disorganizzazione possa trasformarsi in un fattore devastante e negativo, una reale patologia capace di mettere a repentaglio la sopravvivenza stessa di una struttura operativa.
Tipologia CRIS:
01.01 Articolo in rivista
Keywords:
organizzazione; disorganizzazione; management; risorse umane
Elenco autori:
Piccioni, Valeria; Cannarella, Carmelo
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