Il nomos infranto: globalizzazione e costituzioni. Del limite come principio essenziale degli ordinamenti giuridici
Libro
Data di Pubblicazione:
2007
Abstract:
Il volume ha ad oggetto i risvolti di carattere costituzionalistico dei fenomeni che premono per il superamento dei confini indagando quanto e come le forme del potere in un mondo sempre più globalizzato si stiano ricomponendo, invece di distribuirsi in modo da includere quella parte della popolazione mondiale che finora ne è stata esclusa.
La prima parte della ricerca è quindi dedicata all'analisi delle «istituzioni della globalizzazione» (Banca mondiale, Fondo monetario internazionale, Organizzazione mondiale del commercio, regioni di integrazione economica con particolare riferimento al NAFTA e all'UE, imprese transnazionali). Dalla ricostruzione dei procedimenti attraverso i quali in queste sedi si elaborano e si impongono le politiche in tutto il mondo, emerge che le nuove forme di giuridicità, nonostante il loro apparente modello consensuale, si caratterizzano per una sorta di "emancipazione" dalla sovranità popolare, che è funzionale alla loro privatizzazione. In questo contesto in particolare i diritti costituzionali si vanno trasformando in eccezioni alle regole stabilite dalla lex mercatoria e dalle sue istituzioni (Capp. I-IV).
Non si è di fronte ad un mero affievolimento del principio di uguaglianza e del suffragio universale, ma davanti alla crisi dell'essenza e del valore delle Costituzioni: invece che tendere alla limitazione del potere per garantire i diritti fondamentali mirando a una legittimazione fondata sulla frantumazione del potere, le decisioni di sistema nell'ordine globale si ispirano alla progressiva rimozione di ogni limite costituzionale e di una legittimazione fondata sulle Costituzioni. Gli Stati, quindi, sempre più sganciati dal diritto normativo delle proprie Costituzioni sembrano tornare a sostituire la sovranità popolare con la mera sovranità territoriale: mantengono intatta la loro autorità di far eseguire sul territorio di riferimento le regole della globalizzazione a discapito delle norme costituzionali e delle norme poste in base alle forme della sovranità popolare.
In tal modo si incrina una determinata idea di Costituzione, intesa come «controcondotta» rispetto ai rapporti di potere di fatto esistenti, nella più generale accezione controfattuale del diritto. La Costituzione coincide con la condotta - vale a dire le forme dell'agire - che le comunità politiche scelgono di adottare per contrastare il potere di fatto e diffonderlo - rendendolo politico - tra i soggetti. (Cap. V).
La valenza normativa delle Costituzioni è depotenziata dai fenomeni di deterritorializzazione che, incoraggiati dalla competizione tra ordinamenti per l'attrazione dell'investimento estero, producono la tendenziale divaricazione tra gli elementi chiave di ogni forma di convivenza: comunità politica, territorio e forme del potere.
Sul territorio, infatti, sempre più si applicano norme prodotte dalle istituzioni della globalizzazione (Cap. VI).
Con la fine del territorio a favore di un generico elemento spaziale in cui si dispiega l'efficacia degli ordinamenti evapora il rapporto tra ordinamento e localizzazione (nomos), mettendo in crisi una concezione del diritto che ha preteso di porre limiti al potere e di legittimarlo grazie alla sua diffusione (Cap. VII).
Solo in un territorio con-diviso infatti può svolgersi una con-vivenza fondata sulla limitazione reciproca che non sia mera com-presenza tra indifferenti, restando la delimitazione territoriale il primo grande ostacolo alla concentrazione e all'illimitatezza del potere. Il volume mira quindi a rilanciare un'accezione positiva del concetto di limite in tutte le sue declinazioni (territoriale, intersoggettivo, economico) : a partire dal riconoscimento della pari dignità sociale dell'altro, individuo o intera comunità politica, nella consap
Tipologia CRIS:
03.01 Monografia o trattato scientifico
Keywords:
globalizzazione; costituzione; territorio; limite
Elenco autori:
Ronchetti, Laura
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