Data di Pubblicazione:
2015
Abstract:
L'analisi proposta dagli autori è particolarmente interessante per la Sardegna in quanto l'Isola, con circa 2000 km di coste comprese le isole minori, è la regione italiana con il maggiore perimetro costiero; le coste sono per lo più alte e a falesia (circa il 76 %).
Le coste della Sardegna sono ben diverse da quelle della Penisola. L'unico litorale ampio e sicuro è quello di Cagliari, tutti gli altri sono: o archi sabbiosi con dune e stagni pa-lustri (un tempo malarici), o approdi chiusi da barriere montuose, o approdi rocciosi e ino-spitali, o piccoli porti naturali esposti al vento di Maestrale. Il primato di inviolabilità spetta alla costa orientale: una sorta di bastione ostile che intimorisce i naviganti e che solamente nella sua parte settentrionale si frastaglia in mille insenature e si frantuma in mille isolotti pericolosi a causa degli scogli sommersi.
Certamente questa tipologia di costa, poco attrattiva, non ha favorito l'insediamento della popolazione isolana che si è progressivamente concentrata verso l'interno. Ciò ha, per contro, favorito l'insediamento di popolazioni allogene che si sono fermate, quando possibile, sulle coste proprio per non incontrare i barbari indigeni. È grazie a questi stranieri che sulle coste sarde si sviluppa l'unica forma di vita civile, urbana, ne sono esempio le antiche città :
?Olbia nella costa nord-orientale;
?Turris Libisonis (l'odierna Porto Torres-SS) in quella settentrionale;
?Tharros (OR), Còrnus (OR), nella costa occidentale;
?Neàpolis (VS), Sùlcis (CI), Bithia (CA), Nora (CA), Kàrales (l'odierna Cagliari ), nella costa sud-occidentale.
In età medioevale e moderna fra le sette città regie cinque erano costiere: Ca-gliari (regia dal 1327), l'unica "finestra sul mondo" grazie al suo porto e ai quartieri com-merciali, Castelsardo (SS, dal 1448) città-fortezza, Oristano (dal 1479) nata in conseguen-za allo spopolamento di Thàrros, Bosa (OR, dal 1499) città agricola alla foce del fiume Temo, Alghero (SS, dal 1501) singolare città fortezza; e due erano non costiere, sia pure molto prossime alla costa: Iglesias (CI, dal 1327) l'antica Villa Ecclesiarum e Sassari (dal 1331) nata in conseguenza allo spopolamento di Turris.
Recentemente alcuni lavori hanno considerato i più importanti monumenti ar-cheologici dell'Isola localizzati lungo la costa in funzione della variazione della linea di ri-va; da questa prima ricognizione appare evidente che l'alterazione non è stata uniforme in tutto il perimetro costiero dell'Isola ma, in alcuni tratti, il ruolo dei movimenti isostatici è stato determinante nell'accentuare il fenomeno in senso positivo o negativo.
La risalita eustatica sarebbe la causa della sommersione di numerosi siti archeo-logici e oscillerebbe tra 0,74 e 1,7 mm/anno per il periodo compreso tra quello romano e l'attuale. Lavori successivi portano a concludere che la risalita eustatica abbia avuto, me-diamente, un'ampiezza massima di 0,50 m negli ultimi duemila anni per il Mediterraneo occidentale, mentre per quello orientale i dati rimangono ancora contrastanti.
Il modesto numero di resti archeologici presenti lungo il litorale orientale dell'Isola e la distribuzione dei singoli siti lungo le coste paiono confortare l'ipotesi che la Sardegna sia stata luogo d'approdo e di insediamento soprattutto lungo le fasce costiere occidentali, settentrionali e meridionali a seguito della situazione geomorfologica, che connotava l'Isola. Infatti, lungo queste fasce costiere insistevano le più importanti pianure e le più importanti foci fluviali della Sardegna. Un limite evidente per una più precisa valutazione dell'indagine è legato alla difficoltà di reperire, per i monumenti archeologici, lavori che riferiscano con esattezza un'attribuzione cronologica al mon
Tipologia CRIS:
03.12 Curatela di monografia/trattato scientifico
Keywords:
Costa; Monitoraggio; litorale; grotte; gestione integrata; telerilevamento
Elenco autori:
Benincasa, Fabrizio; Fasano, Gianni; DE VINCENZI, Matteo; Conese, Claudio; Materassi, Alessandro
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