Skip to Main Content (Press Enter)

Logo CNR
  • ×
  • Home
  • Persone
  • Pubblicazioni
  • Strutture
  • Competenze

UNI-FIND
Logo CNR

|

UNI-FIND

cnr.it
  • ×
  • Home
  • Persone
  • Pubblicazioni
  • Strutture
  • Competenze
  1. Pubblicazioni

Large glacier failures in the Italian Alps over the last 90 years

Articolo
Data di Pubblicazione:
2022
Abstract:
I crolli di ghiaccio sono tra i processi d'instabilità naturale meno conosciuti e studiati, sia perché eventi di grandi dimensioni sono piuttosto rari, sia perché coinvolgono per lo più aree remote e scarsamente frequentate. Tuttavia, le rapide e profonde trasformazioni dei ghiacciai in atto per effetto dei cambiamenti climatici, da una parte, e la crescente frequentazione e pressione antropica sugli ambienti di alta quota, dall'altra, richiedono oggi una più attenta e approfondita considerazione di questi fenomeni, la cui pericolosità è stata tragicamente evidenziata dal crollo occorso al Ghiacciaio della Marmolada il 3 luglio 2022. In questo contesto, particolarmente importante risulta la documentazione di eventi di instabilità avvenuti in passato, al fine di disporre di informazioni su distribuzione spazio-temporale degli eventi, caratteristiche dei ghiacciai soggetti a crollo e della dinamica dei fenomeni che si originano, dati indispensabili per la valutazione della pericolosità attuale e di scenari futuri. Il presente lavoro intende dare un contributo in questo senso attraverso la documentazione, schedatura e analisi di eventi di crollo di ghiaccio di volume > 10 000 m3 occorsi nelle Alpi Italiane tra il 1930 e il 2022. Sono stati così documentati 68 eventi che hanno coinvolto 29 ghiacciai distribuiti sull'intero arco alpino. Si tratta per lo più di crolli di dimensioni comprese tra 1 000 e 50 000 m3 (ma in un caso è stato raggiunto il valore di 1.1 x 106 m3), avvenuti per lo più in estate, con un picco nel mese di agosto. Il rapporto H/L, cioè il rapporto tra dislivello (H) e distanza orizzontale (L) percorsi dal fenomeno, indicatore della mobilità della massa di ghiaccio distaccata, è risultato compreso tra 0.33 e 0.80. Benché i crolli di ghiaccio siano fenomeni associati sia alle fasi di avanzata che di regresso dei ghiacciai, lo studio ha rilevato una netta crescita dei casi documentati a partire dagli anni '90. Pur nella consapevolezza che, per la difficoltà di reperire informazioni, il dataset raccolto è solamente in parte rappresentativo dei crolli di ghiaccio avvenuti nelle Alpi Italiane nel periodo considerato, esso può rappresentare un utile punto di partenza per studi volti alla valutazione della pericolosità legata ai crolli di ghiaccio e alla mitigazione dei rischi associati. Considerata la rapidità e l'intensità con cui i ghiacciai e gli ambienti circostanti stanno evolvendo in risposta ai cambiamenti climatici in atto, è fondamentale una loro osservazione continuativa, nonché la documentazione sistematica degli eventi di crollo di ghiaccio. I dati e gli strumenti di telerilevamento possono facilitare il monitoraggio dei ghiacciai e la documentazione degli eventi d'instabilità: tuttavia, i dati di campo come quelli raccolti durante le campagne glaciologiche annuali del Comitato Glaciologico Italiano restano essenziali ai fini della validazione dei dati di telerilevamento e dei modelli numerici.
Tipologia CRIS:
01.01 Articolo in rivista
Keywords:
Glacier failure; Italian Alps; Climate change; Hazard assessment
Elenco autori:
Mortara, Giovanni; Chiarle, Marta; Nigrelli, Guido
Autori di Ateneo:
CHIARLE MARTA
NIGRELLI GUIDO
Link alla scheda completa:
https://iris.cnr.it/handle/20.500.14243/461780
Pubblicato in:
GEOGRAFIA FISICA E DINAMICA QUATERNARIA
Journal
  • Dati Generali

Dati Generali

URL

http://gfdq.glaciologia.it/045_1_02_2022/
  • Utilizzo dei cookie

Realizzato con VIVO | Designed by Cineca | 26.5.0.0 | Sorgente dati: PREPROD (Ribaltamento disabilitato)