La Memoria non scritta o non dichiarata: il Vulture nella teoria e nel metodo sulla traditio dei disastri naturali
Curatela
Data di Pubblicazione:
2010
Abstract:
Alcune ricerche scientifiche condotte analizzando direttamente la mitologia e i culti (classici o cristiani) non usano la stessa prudenza che hanno, nel trattare un dato loro proprio o nell'applicare una formula matematica. Si pensa persino di "introdurre" una nuova disciplina (la Geomitologia), senza però avere il necessario bagaglio di conoscenze umanistiche necessarie a garantire la correttezza sia dell'analisi da compiere sia dei dati, ricavabili partendo da leggende o fonti narrative riguardanti un fenomeno naturale violento. I problemi aumentano quando si vuole utilizzarli per ottenere parametri di valutazione (intensità, superficie coinvolta, livello di rischio) per un evento raccontato nel passato. Questo lavoro aiuta ad iniziare correttamente l'analisi di miti, racconti tradizionali e leggende o persino a ricostruirli laddove siano scomparsi, lasciando rare tracce nel territorio e nella cultura locale (la memoria non scritta o non dichiarata), molto utili se si è in grado di scoprirle e di comprenderle. L'area del Monte Vulture è stata assunta per provare questi principi, verificando ad esempio la possibile relazione fra toponimi ed il ricordo ancestrale dell'attività vulcanica nella Preistoria.
Tipologia CRIS:
03.12 Curatela di monografia/trattato scientifico
Keywords:
Topografia antica; Topografia medievale; Sismologia storica; Vulture; paesaggi nascosti
Elenco autori:
Masini, Nicola; Gizzi, FABRIZIO TERENZIO; DEL LUNGO, Stefano
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