Risultati preliminari sull' impiego di un nuovo biomateriale a base di fibrina in microchirurgia vascolare sperimentale
Abstract
Data di Pubblicazione:
1986
Abstract:
Negli ultimi anni il problema della sostituzione di tratti
di arterie di diametro superiore ai 7mm stato risolto
felicemente con l'impiego di protesi costruite in tessuto di
Teflon o Dacron lavorato a maglie. Queste protesi però
incontrano delle serie difficoltà quando vengono usate per la
sostituzione di arterie di diametro inferiore ai 7 mn. La causa
principale che porta al la loro occlusione è imputabile
all'eccessiva increspatura della superficie luminare che crea
fenomeni di turbolenza e di trombosi (1),
Più recentemente sono state sviluppate protesi vascoIari
realizzate in politetrafluoroetilene (PTFE), un polimero
cristal I ino caratterizzato da un'alta inerzia chimica. ln
questa particolare applicazione i I polimero è espanso per
creare una struttura microporosa costituita da nodi di PTFE non
espanso interconnessi da una densa nete di sottili fibrille
(2,. Con questo procedimento è stato I imitato notevolmente iI
fenomeno del "kinking" e sono stati ottenuti buoni risultati
con protesi fino a 4 mm di diametro interno. Comunque anche in
questo caso, vuoi per l'inelasticitè del materiale che crea
problemi di èccoppiamento tna l'arteria sintetica e quel la
naturafe, vuoi per la scarsa emocompatibi I ità del PTFE, non è
possibile scendere al di sotto di queste dimensioni.
Al lo scopo di dare un contributo al settore dei
biomateriali per applicazione nel sistema cardiocircolatorio,
ed in panticolare a quel lo del le microprotesi, abbiamo
progettato un biomateriale costituito da due componenti:
- un elastomero, appartenente alla classe dei poliunetani
segmentati che possiede proprietà meccaniche molto simiIi a
quelle dei vasi naturali;
- un polimeno biologico, la fibrina, che per le sue
caratteristiche migliora l'emocompatibilità del materiale
durante la prima fase di contatto con il sangue.
Il biomateriale è stato ottenuto miscelando opportunamente
il polimero sintetico con fibrinogeno di origine umana. La
trasformazione del fibrinogeno in fibrina reticolata è stata
fatta avvenire sul manufatto, ottenuto depositando la soluzione
mediante tecnica "spray" su un dpposito supporto ruotante, per
azione del la trombina, del fattore Xl I lo e degl i ioni calcio.
5 protesi del la lunghezza di 5-ó cm e con diametro interno di 2
mfi, ottenute con i I procedimento sopra descritto, sono state
imoiantate fra l'aorta addominale e l'arteria femorale in
altrettanti conigli del peso di 1500-1800 gr. Le sutura è stata
eseguita con monofi lamento di nylon 10.0 e ricoperta con col la
di fibrina; le funzional ità del la protesi è stata valutata
intraoperatoriamente con microdoppler vascolare MF20 (EME) e
successivamente è stata assicurata con un controllo
angiografico,
Dai primi risultati si può affermare che questo tipo di protesi:
- buone caratteristiche
di maneggevolezza e di affidabilità
meccanica;
- nessuna necessità di "precIotting";
- facile suturabilità e resistenza al la tensione dei punti;
- essenza di modificazione di flusso al lo registrazione
doppler;
- pervietà a medio termine senza nessun trattamento
antipiastrinico (3 animali sono vivi a distanza di 4 mesi
dall'impianto);
- ottima cicatrizzazione dei tessuti circostanti.
Tipologia CRIS:
04.02 Abstract in Atti di convegno
Keywords:
Fibrina; Microchirurgia vascolare
Elenco autori:
Soldani, Giorgio
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