Inquinamento atmosferico e mortalità in venticinque città italiane: risultati del progetto EpiAir2
Articolo
Data di Pubblicazione:
2013
Abstract:
OBIETTIVO: valutare gli effetti a breve termine dell'inquinamento
atmosferico sulla mortalità nelle 25 città italiane partecipanti
alla seconda fase del progetto EpiAir (Sorveglianza
epidemiologica dell'inquinamento atmosferico: valutazione
dei rischi e degli impatti nelle città italiane).
DISEGNO: studio di serie temporali con metodologia casecrossover,
con aggiustamento per i fattori temporali emeteorologici
rilevanti. L'associazione inquinamento atmosferico-mortalità
è stata analizzata per ciascuna delle 25 città in studio.Gli
inquinanti considerati sono stati il particolato (PM10 e PM2.5),
il biossido di azoto (NO2) e l'ozono (O3 estivo). Le stime complessive
di effetto sono state ottenute successivamentemediante
unametanalisi e sono state espresse per incrementi di 10 ?g/m3
delle concentrazioni di inquinanti. Sono stati implementatimodelli
mono e bi-pollutant.
SETTING E PARTECIPANTI: lo studio ha analizzato 422.723
decessi verificatisi tra i residenti di 35 anni o più nelle 25
città in studio per gli anni 2006-2010.
PRINCIPALI MISURE DI OUTCOME: sono stati considerati i
conteggi giornalieri di decessi per cause naturali, tra cui le
cause cardiache, cerebrovascolari e respiratorie. Le informazioni
sulle cause di morte sono state ottenute dai Registri
delle cause di morte delle singole città.
RISULTATI: il numeromedio annuo di decessi per cause naturali
varia da 513 a Rovigo e 20.959 a Roma. Circa il 25% delle
morti è dovuto a cause cardiache, il 10%a cause cerebrovascolari
e il 7%a cause respiratorie. Per incrementi di 10 ?g/m3 di PM10
si osserva un effetto immediato sullamortalità naturale (0,51%;
IC95%0,16-0,86; lag 0-1)..Effetti più importanti e prolungati
(lag 0-5) si osservano per il PM2.5 (0,78%; IC95%0,12-1,46)
e soprattutto per l'NO2 (1,10%; IC95%0,63-1,58). Incrementi
dellamortalità cardiaca sono associati al PM10(0,93%; IC95%
0,16-1,70) e al PM2.5 (1,25%; IC95%0,17-2,34), mentre per
la mortalità respiratoria l'effetto dell'esposizione a NO2 risulta
più importante (1,67%; IC95%0,23-3,13; lag 2-5) rispetto a
quella a PM10 (1,41%; IC95%-0,23;+3,08).
I risultati sono fortemente omogenei tra città per la mortalità
cardiaca e cerebrovascolare, ma non per quella respiratoria.
Non si riscontrano effetti sulla mortalità cerebrovascolare.
L'effetto dell'O3 sulla mortalità è al limite della
significatività statistica.
CONCLUSIONI: lo studio conferma un chiaro incremento
dellamortalità associata agli inquinanti atmosferici. Risultano
più importanti gli effetti degli inquinanti correlati al traffico
autoveicolare, qualiNO2 (permortalità naturale) e PM2.5 (per
mortalità cardiaca e respiratoria), con un ruolo indipendente
di NO2 rispetto al particolato in base all'analisi bi-pollutant.
Tipologia CRIS:
01.01 Articolo in rivista
Keywords:
Inquinamento atmosferico; mortalità naturale e causa-specifica; EpiAir2
Elenco autori:
Vigotti, Mariangela; Santoro, Michele; Gianicolo, EMILIO ANTONIO LUCA
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