Data di Pubblicazione:
1992
Abstract:
Vengono qui presentate le applicazioni più formalizzate e convincenti di alcuni modelli psicolinguistici di produzione del linguaggio allo studio della balbuzie, e vengono discusse le motivazioni alla base di tali impostazioni. In particolare vengono evidenziate alcune limitazioni di fondo in comune alle proposte psicolinguistiche, attribuibili alla superficiale e indebita assimilazione delle disfluenze da balbuzie a quelle dei normoparlanti, alla tradizionale identificazione di fluenza verbale con il solo aspetto della 'continuità' del parlato valutata dal punto di vista percettivo, e ad una certa preclusione verso spiegazioni alternative di tipo motorio. Invece sono molte le ipotesi teoriche di disordine motorio nate in questi ultimi 15 anni, ed alcune di esse sono fondate sui dati provenienti dalle produzioni percettivamente 'fluenti' dei balbuzienti. Inoltre è stato recentemente teorizzato che i 'loci' linguistici della balbuzie possono essere spiegati anche in termini motori. Una spiegazione complessiva è stata recentemente avanzata in chiave evolutiva, ed afferma che le concomitanti sollecitazioni provenienti dalle necessità della pianificazione linguistica e motoria possono condurre alla balbuzie un bambino che per varie ragioni può non coordinare a dovere conoscenze linguistiche, abilità psicolinguistiche e gesti motorii.
Tipologia CRIS:
01.01 Articolo in rivista
Keywords:
balbuzie; produzione del linguaggio; produzione della parola; modelli psicolinguistici
Elenco autori:
Zmarich, Claudio
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