La vegetazione ripariale dei laghi costieri dei campi flegrei: effetti dell'antropizzazione sull'interfaccia tra ambiente coltivato e ambiente lacustre
Contributo in Atti di convegno
Data di Pubblicazione:
2010
Abstract:
La costa dei Campi Flegrei è caratterizzata da tre laghi in stretto collegamento con il mare: Lucrino, Miseno e Fusaro ; i laghi, per la loro biodiversità, sono tutelati ai sensi della direttiva Habitat (92/43/CEE) e rientrano nell'elenco dei siti caratterizzati dalla presenza di habitat e specie biotiche di interesse comunitario (rete natura 2000); nonostante questo i laghi risentono di vistosi fenomeni di inquinamento e della sostanziale distruzione della vegetazione ripariale, dovuti alla eccessiva antropizzazione delle rive e delle aree circostanti. Si è avuta così la perdita di ecosistemi importanti per la conservazione della biodiversità, quali risultano essere le fasce riparali, unici corridoi di naturalità; in questo modo si è ridotta anche la capacità autodepurativa dei laghi. Per recuperare un ecosistema completamente distrutto dalle attività antropiche, è indispensabile avviare processi di restauro ecologico intesi a riportare in linea di massima l'ecosistema alla propria historic trajectorj in base ad informazioni relative alle condizioni ambientali e analizzando contestualmente informazioni ecologiche, culturali e storiche (A. Clewell et al; 2002). I laghi flegrei purtroppo registrano una rilevante perdita di biodiversità, provocata dagli effetti dell'antropizzazione che con la cementificazione delle sponde, con la confluenza dei collettori fognari unitamente ad una scarsa manutenzione degli habitat lacustri, hanno provocato l'eutofizzazione delle acque. In particolare l'estinzione della vegetazione ripariale ha una ripercussione negativa rilevante sull'ecosistema in quanto fornisce all'habitat un servizio ecologico. La vegetazione ripariale, funzionando da filtro, riduce l'immissione diretta nelle acque del surplus di fertilizzanti provenienti dalle aree coltivate contigue; questo comportamento ecologico fa della vegetazione ripariale un interfaccia (riparian zone) tra acqua e suolo in grado di proteggere l'ecosistema; le comunità vegetali che l'abitano (vegetazione ripariale) rivestono un importante significato nella protezione ambientale a causa della loro biodiversità e dell'influenza che hanno sugli ecosistemi acquatici. La fascia ripariale, a vegetazione arbustiva e arborea assume un'importanza determinante per la biocinesi.
Le fasce riparali hanno una funzione di filtro e di barriera, assurgendo a gorgo, quando trattengono oggetti e sostanze, e a sorgente quando rilasciano oggetti e sostanze. Considerato lo stato d'inquinamento dei laghi flegrei, il ripristino e la valorizzazione delle fasce riparali vanno perseguite realizzando azioni di restauro ecologico in grado di supportare il recupero ecologico di questi siti di rilevante interesse ambientale. In questa ottica la conoscenza delle fisionomie vegetali delle sponde dei laghi rappresenta una base fondamentale per realizzare azioni di tutela e gestione sostenibile dei relativi habitat. Il restauro ecologico con la ricostruzione delle sponde e la reintroduzione delle specie scomparse può avviare o accelerare il recupero degli ecosistemi lacustri rispetto non solo alle sue condizioni di salute, integrità e sostenibilità ma anche al funzionamento dell'interfaccia acqua /suolo ottimizzando le forme d' uso del suolo in grado di mantenere la biodiversità e la produttività dell'ecosistema.
Tipologia CRIS:
04.01 Contributo in Atti di convegno
Elenco autori:
Acampora, Giovanna; Calandrelli, Roberto; Calandrelli, MARINA MAURA; Cirillo, Clelia
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Titolo del libro:
Terzo Simposio "Il Monitoraggio Costiero Mediterraneo: problematiche e tecniche di misura"