Data di Pubblicazione:
2022
Abstract:
Introduzione
L'esposizione al PM2,5 rappresenta un importante fattore di rischio
per la salute pubblica. Oltre ad effetti respiratori e cardiovascolari,
è stato evidenziato come l'esposizione al PM2,5
possa essere un fattore di rischio ambientale coinvolto nei processi
neurodegenerativi. Tuttavia, i meccanismi attraverso cui
il PM2.5 esercita tali effetti non sono completamente compresi.
In questo studio riportiamo i primi dati di un progetto che mira
a valutare la capacità del PM2.5 di indurre citotossicità e ridotta
vitalità in colture in vitro di cellule neuronali SH-SY5Y.
Materiali e metodi
I campioni di PM2,5 sono stati raccolti in aree ad alta densità
di traffico veicolare della città di Catania. È stata effettuata
la caratterizzazione chimica quali-quantitativa dei campioni,
mediante determinazione in ICP-MS di As, Cd, Co, Cr, Cu,
Mn, Ni, Pb, Se, V, e dei 16 IPA classificati prioritari dalla US
EPA mediante determinazione in HPLC UV-FL. Successivamente,
è stata validata una metodologia adeguata a garantire
la sterilità del terreno di coltura (DMEM-F12) per le prove di
esposizione in vitro del PM2,5 alle SH-SY5Y, così da valutare il
potenziale effetto citotossico mediante saggio MTT.
Risultati
Le analisi sono state effettuate su un totale di 40 campioni. É
stato rilevato un valore medio annuo di PM2,5 = 17,1 ?g/m3, e
un valore massimo di PM2,5 = 27,6 ?g/m3 durante la stagione
invernale. I metalli pesanti e gli IPA hanno mostrato i valori
più elevati durante la stagione invernale, sebbene al di sotto
dei limiti riportati dal D.Lgs. 152/2007 per As (6 ng/m3), Cd
(5 ng/m3) e Ni (20 ng/m3), dal DM 60/2002 per il Pb (0,5 ?g/
m3) e dal D.Lgs 155/10 per il Benzo(a)pirene (1 ng/m3). I successivi
test in vitro sulle cellule SH-SY5Y hanno evidenziato
una discreta riduzione della vitalità cellulare dopo esposizione
agli estratti del PM2.5. In particolare, i campioni della stagione
invernale, con maggior quantità di PM2,5 e più elevati valori di
Cr, Cu, Mn, Ni, Pb, V, naftalene, pyrene, dibenzo(a,h)antracene,
hanno mostrato una riduzione della vitalità cellulare del
16,3%, 16,6% e 28,1% dopo 24, 48 e 72 ore di esposizione,
rispettivamente.
Conclusioni
I risultati ottenuti forniscono una prima indicazione sui possibili effetti del PM2,5, e delle molecole ad esso correlate, nei
confronti delle SH-SY5Y. Nei prossimi step studieremo la risposta
delle cellule al PM2,5 analizzando il potenziale danno
genomico, l'attività mitocondriale, lo stress ossidativo indotto
e l'interferenza dei livelli di espressione proteica, al fine di
indicare linee di intervento preventivo per le patologie neurodegenerative.
Tipologia CRIS:
01.05 Abstract in rivista
Keywords:
particules; cell culture; enviroment
Elenco autori:
Cavallaro, Sebastiano; Dell'Albani, Paola; Pellitteri, ROSALIA MARIA CRISTINA
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