Data di Pubblicazione:
2012
Abstract:
Negli ultimi decenni, le scienze sociali si sono progressivamente avvicinate all'uso di metodi quantitativi e strumenti computazionali. Secondo il paradigma emergente delle cosiddette "scienze sociali computazionali" (SSC), lo studio dei fenomeni sociali è sempre più spesso identificato con l'uso di approcci statistici e matematici, con tecniche di trattamento automatico dell'informazione e con la costruzione di modelli di simulazione.
Il diritto ha accumulato nel complesso un significativo ritardo nell'entrare in contatto con le acquisizioni scientifiche e metodologiche maturate nell'area delle SSC. Eppure, il cambiamento in atto dovrebbe interessare la cultura giuridica per almeno due ragioni. In primo luogo, la produzione, l'interpretazione e l'applicazione delle norme giuridiche destinate a regolare la realtà sociale non possono rimanere indifferenti ad acquisizioni scientifiche e metodologiche in grado di illuminare le dinamiche sociali e i processi individuali e collettivi a esse sottesi. In secondo luogo, le SSC mettono a disposizione dei giuristi un complesso di metodi e strumenti che sembrano in grado di offrire una nuova base scientifica alla loro attività di interpretazione e applicazione del diritto.
Questo articolo esamina le possibili intersezioni tra SSC e diritto, da un lato, richiamando esperienze applicative già maturate, dall'altro, evidenziando un settore in cui l'incontro fra diritto e SSC sembra poter essere particolarmente proficuo: lo studio di metodologie e strumenti di supporto per l'elaborazione delle politiche pubbliche. I risultati delle analisi condotte con metodi riconducibili al paradigma delle SSC sembrano infatti poter dare un contributo significativo ai processi di rule e norm making ai quali la scienza e la pratica giuridica rivolgono la loro attenzione.
Tipologia CRIS:
01.01 Articolo in rivista
Elenco autori:
Faro, Sebastiano
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