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  1. Pubblicazioni

La risposta ambientale ed umana alle oscillazioni climatiche sub-orbitali dell o is3: evidenze geoarcheologiche dalla Piana di Colfiorito (Appennino centrale)

Articolo
Data di Pubblicazione:
2004
Abstract:
Un ampia trincea ha permesso di investigare una successione stratigrafica del Pleistocene recente al margine nord-orientale del bacino intermontano della Piana di Colfiorito (Umbria-Marche). Lo scavo attraversa lo spartiacque appenninico a circa 760 m s.l.m. (sella di Fonte delle Mattinate; FDM) lungo una delle principali vie intermontane di questo settore della catena. Studi integrati, lito-pedostratigrafici e archeologici, descrivono una dettagliata storia degli eventi geo-ambientali e dell'occupazione umana di quest'area strategica nel corso dell'ultimo Bond cycle dello Stadio Isotopico 3 (OIS3; ca. 38-29 GISP2 ka B.P.). La parte più bassa della sequenza è rappresentata da sedimenti di un sistema fluviale costituito da un canale attivo e un'adiacente piana soggetta alternativamente a episodi di esondazione e di pedogenesi, questi ultimi testimoniati da un profondo paleosuolo (Vertisuolo) datato a 31.510±860-30.970±310- 28.910±390-28.300±790 14C anni B.P. Il paleosuolo è sepolto da diversi metri di sedimenti ghiaioso-limosi ascrivibili ad un sistema di conoide alluvionale attivo fra 25.930±325 e 24.150±120 14C anni B.P. Il paleosuolo e due sottili livelli limosi alla base delle alluvioni hanno restituito manufatti del Paleolitico superiore ed altre tracce archeologiche compatibili con brevi, ma ripetuti episodi di occupazioni umana. I dati cronologici e stratigrafici disponibili indicano infatti che l'area del sito fu frequentata, probabilmente in maniera sistematica, durante tutto il periodo di formazione del paleosuolo fino ai primi episodi di sedimentazione alluvionale che ne hanno determinato il seppellimento. In termini di cronologia radiocarbonio questo periodo copre almeno l'intervallo compreso fra ca. 31 e 26 ka B.P. La fase di pedogenesi a FDM, contemporanea ai primi episodi di frequentazione umana, risulta coeva ad un periodo di clima mite che ha visto in un'ampia area dell'Appennino centrale la formazione di un diffuso paleosuolo datato nell'intervallo 33-29 14C ka B.P. e correlato ai primi millenni dell'ultimo ciclo di Bond dell'OIS3 (Greenland interstadial 8-7; ca. 38-34 cal ka B.P. in anni GISP2 icecore). La successiva fase di sedimentazione alluvionale e di contemporaneo abbandono del sito può essere invece correlata all'episodio di estremo raffreddamento dell'Heinrich Event 3 (ca. 30-29 GISP2 ka B.P.) che chiude il summenzionato ciclo climatico di Bond. La coincidenza dell'abbandono di quest'area strategica con l'inizio dell'HE3 suggerirebbe che durante l'OIS3 le modificazioni geoambientali associate a questi eventi condizionarono pesantemente le strategie dei gruppi paleolitici, probabilmente limitando o modificando la mobilità nelle aree montane più interne dell'Appennino centrale.
Tipologia CRIS:
01.01 Articolo in rivista
Keywords:
Stadio Isotopico 3; oscillazioni climatiche sub-orbitali; modificazioni ambientali; Paleolitico superiore; Italia centrale
Elenco autori:
Giaccio, Biagio; Sposato, Andrea; Messina, Paolo
Autori di Ateneo:
GIACCIO BIAGIO
Link alla scheda completa:
https://iris.cnr.it/handle/20.500.14243/438769
Pubblicato in:
IL QUATERNARIO (TESTO STAMP.)
Journal
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