Il passato conteso. Metamorfosi di alcune 'città di confine' nel Mediterraneo orientale tra Ottocento e Novecento
Curatela
Data di Pubblicazione:
2013
Abstract:
Tra Ottocento e Novecento la crisi dei grandi imperi - innanzitutto di
quello Ottomano e di quello Austro-ungarico - apre la strada alla formazione
di nuovi stati-nazione. Durante questi processi i grandi porti cosmopoliti
(come Salonicco e Smirne) diventano città di secondo rango nell'ambito dei
nuovi contesti nazionali, mentre città meno importanti (come Atene e Ankara)
assurgono al ruolo di capitali. Se la fine dell'ancien régime si consuma
tra guerre, incendi, migrazioni coatte e dispute sui confini, il nuovo ordine
geo-politico porta in primo piano la questione delle identità culturali, ovvero
la ricostruzione selettiva e ideologica della storia evocata come il "passato
conteso" nel titolo di questa raccolta.
Il modo in cui le ideologie e i miti nazionali prendono forma in alcune
città è, infatti, il tema di questo volume, che raccoglie i casi-studio di Trieste,
Gorizia e Pola, nel punto di intersezione fra la Mitteleuropa asburgica, i
Balcani ottomani e l'Italia in formazione, e di Salonicco, Haifa e Smirne, sul
crinale di rapporti storicamente difficili nel Mediterraneo orientale.
Ad essere in gioco è il ruolo futuro di queste città, il cui assetto fisico, sociale,
funzionale e formale subisce una vera e propria metamorfosi. Non si tratta solo di
pianificare un investimento strategico su alcuni impianti tipologico-funzionali (il
porto, la fiera, l'università, il nodo ferroviario, l'accessibilità stradale), ma anche
di immaginare edifici e spazi pubblici rappresentativi di nuove istituzioni e di una
nuova identità collettiva. Infine, si tratta di ricomporre in un disegno unitario il
nuovo insediamento e la vecchia città. La consapevolezza della complessità del
problema emerge anche dagli scritti di alcuni contemporanei. Valgano per tutti
le considerazioni di Pierre Lavedan:Il problema della ricostruzione delle città è stato, da mezzo secolo a questa parte, sia trascurato,
sia considerato come una questione puramente utilitaria o scientifica. Se ne sono
interessati solo gli ingegneri, gli agrimensori o gli igienisti. Essi si sono dilettati a ritagliare
la massa urbana in figure geometriche, e la simmetria monotona dei piani a scacchiera
passava per il trionfo della logica. Ai nostri giorni è stato riconosciuto l'errore. L'arte si è
decisa ad affrontare un problema finora abbandonato alla scienza. (...) La guerra, con così
tante crudeli devastazioni, ha posto con un'ampiezza sconosciuta il problema della città,
opera architettonica1.
Il saggio di Bugatti mette a confronto Salonicco e Smirne, due città-porto distrutte
da un devastante incendio rispettivamente nell'agosto 1917 e nel settembre
1922. Al momento della catastrofe, entrambe le città avevano sperimentato
un periodo di modernizzazione istituzionale e di conseguenti trasformazioni urbane,
coerenti con la ricchezza culturale delle loro società cosmopolite. Dopo gli
incendi Salonicco e Smirne cambiarono radicalmente. Alla distruzione fisica dei
vecchi quartieri etno-confessionali seguì un processo forzato di ricomposizione
etnica; la ricostruzione di queste città rispettivamente nella Grecia di Eleftherios
Venizelos e nella Turchia di Kemal Atatürk diventò una questione di importanza
nazionale.
In queste condizioni di grande instabilità l'urbanistica si impone come strumento
strategico per costruire una città moderna organizzata per grandi azzonamenti
funzionali, nella quale l' "opera architettonica" si risolve nel disegno del
nuovo centro civico.
Incentrato sul caso di Smirne, il saggio di Hastaoglou-Martinidis e Pallini
prende le mosse dai progetti concepiti dall'Amministrazione greca negli anni immediatamente
precedenti all'incendio: innanzitutto l'ampliamento del porto e la
fondazione dell'università.
Dopo l'incendio del 1922, seguito dall
Tipologia CRIS:
01.10 Curatela di numero monografico in rivista
Keywords:
Trasformazioni urbane 19-20 sec; Mediterraneo orientale; Miti nazionali
Elenco autori:
Porfyriou, Heleni
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