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  1. Pubblicazioni

Politiche e interventi su sanità e territori marittimi nel Regno di Napoli,

Articolo
Data di Pubblicazione:
2015
Abstract:
Nel Settecento la peste non era stata sconfitta e il Regno di Napoli, inserito nello scacchiere del Mediterraneo, continuò a confrontarsi con le misure intraprese dagli altri Stati in merito al trattamento da riservare alle navi «sospette», con a bordo uomini e merci cosiddette «pericolose» e «suscettibili». Per varie ragioni l'adozione di regole di altri Stati, comprese quelle della Serenissima, non fu mai automatica e, anche in periodi di epidemie, grande peso ebbe lo strumento arbitrario del tempo e dello spazio. La durata del viaggio così come i luoghi di provenienza delle navi diventavano oggetto di contrattazione condizionando i tempi della contumacia, ovvero della permanenza di una nave in rada per le operazioni di «spurga». Sulle regole e l'applicazione dei principi di sanità marittima nacquero innumerevoli conflitti anche all'interno di singoli Stati, dovuti in gran parte all'incertezza nell'interpretazione della norma. I controlli e i divieti alla libera circolazione erano spesso contrastati dagli operatori economici privati e istituzionali. Intorno alle navi e alla loro mercanzia c'erano una molteplicità di attori e d'interessi, disposti a infrangere la norma e a commettere ogni forma di reato, frode, contrabbando, infrazione sanitaria, "furto", valicando i limiti imposti dai controllori e i continui richiami alle pene contro l'abuso dei ruoli. Ma le misure d'isolamento potevano anche rivelarsi un'occasione! Quello specchio d'acqua riservato alla nave in quarantena si trasformava in un mercato, un vero e proprio affare per l'economia delle comunità locali. Nel Settecento borbonico non tutti i porti furono abilitati ad accogliere le navi in quarantena e così questi limiti scatenarono forti proteste da parte dei porti esclusi. L'obiettivo di questo saggio è quello di analizzare alcune delle questioni sorte in merito alla gestione degli affari sanitari, compresi i conflitti tra sanità, interessi mercantili, doganali e militari all'interno delle aree portuali. Con riferimento agli interventi si prenderà in esame l'esperienza vissuta dal nuovo Tribunale di commercio e dal suo primo presidente Francesco Ventura, chiamato dalla prima Segreteria di Stato, per il periodo 1740-1746, a ricoprire il doppio incarico di responsabile della sanità e del commercio del Regno di Napoli. Il lavoro svolto in quei primi anni di Regno di Carlo fu decisivo per il varo della riforma della sanità marittima del 1751, per la revisione dei ruoli dei vari uffici coinvolti (sanità e dogana), per la trasformazione di alcuni luoghi di mare anche in porti di sanità del litorale del regno.
Tipologia CRIS:
01.01 Articolo in rivista
Keywords:
Health Ports; Plague; Controls; Borders; Business; Mediterranean; Kingdom of Naples
Elenco autori:
Salvemini, Raffaella
Autori di Ateneo:
SALVEMINI RAFFAELLA
Link alla scheda completa:
https://iris.cnr.it/handle/20.500.14243/312231
Pubblicato in:
STORIA URBANA
Journal
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