Data di Pubblicazione:
2012
Abstract:
Le ciclodestrine sono state scoperte nel 1891 da Villiers come prodotto di degradazione dell'amido ad opera del Bacilus amylobacter, oggi, la produzione di ?, ?, ?-ciclodestrina è ottenuta attraverso un processo biotecnologico che prevede la degradazione enzimatica dell'amido ad opera dell'enzima ciclodestrina glucanotransferasi (CGTase).
Le ciclodestrine sono degli oligosaccaridi ciclici costituiti da unità di ?-D-glucopiranosio legate tra loro da legami ?-(1,4). Queste unità di glucopiranosio formano un toroide conico anfipatico ovvero con l'interno lipofilico e l'esterno idrofilico. La cavità presente nella struttura delle ciclodestrine permette l'inclusione di molecole organiche (guest), generalmente aromatiche, e normalmente poco solubili in acqua: questo insieme costituisce un complesso di inclusione solubile in acqua in grado di rilasciare gradualmente il guest con benefici ambientali, economici e tossicologici.
Il complesso di inclusione ciclodestrina / molecola manifesta proprietà chimico-fisiche differenti dall'host e dal guest di partenza. La complessazione in ciclodestrina migliora la stabilità di molecole sensibili all'idrolisi, all'ossidazione, alla foto- e termodecomposizione. L'odore, il sapore, la bassa tensione di vapore, le capacità irritanti di una molecola possono variare o essere schermate dalla sua complessazione in ciclodestrina.
Grazie all'assenza o ridotta tossicità delle ciclodestrine naturali, negli ultimi decenni vi è stato un forte impulso verso l'utilizzo di queste macromolecole in diversi settori: farmacologico, alimentare, agrochimico, detergenza, fragranze, tessile, materiali, ambientale.
Il seminario tratterà aspetti teorici e applicativi delle ciclodestrine con particolare riguardo all'esperienza della Dr. Delogu nel settore agrochimico.
Tipologia CRIS:
05.12 Altro
Elenco autori:
Delogu, GIOVANNA MARIA
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