Data di Pubblicazione:
2021
Abstract:
Guglielmo Bechi (1791-1852), architetto di origini toscane, per consuetudine di vita svolse prevalentemente nel Sud Italia la sua attività accademica e professionale. Per oltre trent'anni l'architetto-archeologo fu impegnato in una costante attività di studio nel sito di Pompei di cui, nel 1851,
all'apice della sua carriera professionale, assunse la direzione. L'osservazione ravvicinata delle antichità disseppellite nel sito archeologico, ispirarono profondamente la sua produzione professionale e, sull'onda delle suggestioni esercitate della scoperta della pittura murale pompeiana, sviluppò
uno stile decorativo personale, da lui stesso defnito "pompeiano". La sua produzione è in sintonia
con quella crescente voga decorativa ottocentesca neopompeiana, ampiamente diffusa in Europa,
segnata da nuovi approcci nell'evocazione delle memorie vesuviane. Nei progetti decorativi da lui
curati, l'ampia conoscenza della pittura murale pompeiana è palese sia quando ne fa un uso diretto
e fedele, sia quando coscientemente devia dai modelli vesuviani inserendo elementi stilistici nuovi,
il punto di svolta del suo innovativo design risiede in un uso sapiente del colore.
Tipologia CRIS:
01.01 Articolo in rivista
Keywords:
neopompeiano; pittura murale; decorazioni d'interni; palazzo San Teodoro; patrimonio culturale
Elenco autori:
Bertoli, Barbara
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