Roma, la publica utilitas e la tutela della bellezza e delle antichità
Contributo in Atti di convegno
Data di Pubblicazione:
2022
Abstract:
«Roma è la somma del mondo, dove lo sguardo curioso coglie l'Egitto e l'Asia, la Grecia e l'impero romano, il mondo antico e il moderno ... Spogliarla delle sue bellezze sarebbe uccidere l'amore delle arti e il sentimento del bello, spegnere la fiaccola della storia, rientrare nella notte della barbarie».
Le Lettere a Miranda (1796) di Antoine Quatremère de Quincy esprimono in modo quanto mai efficace il significato che Roma ha avuto nella storia della cultura e nello studio delle arti, nella promozione e nella conservazione della bellezza e delle antichità.
In effetti, Roma rappresenta l'archetipo, il modello e il mito a cui si sono sempre ispirati coloro che hanno a cuore la tutela del patrimonio culturale. Fu nell'Urbe antica che si promulgarono le prime leggi in materia, sulla base della publica utilitas, nozione del diritto romano. Roma fu anche la prima città medievale a decretare che un monumento antico dovesse essere protetto, con una delibera del Senato (1162) in difesa della Colonna Traiana, che «non dovrà mai essere danneggiata né abbattuta, ma dovrà restare così com'è ... integra ed incorrotta finché il mondo duri». Anche nell'età dell'Umanesimo e del Rinascimento la grande città dei Papi ebbe un ruolo di avanguardia in questo campo: lo testimoniano le norme di Martino V (1425), di Eugenio IV (1439) e di Pio II (1462), la lettera a Leone X di Raffaello e Baldassarre Castiglione (1519) e soprattutto la costituzione Quae publice utilia et decora di Gregorio XIII (1574), che stabilì senza equivoci la priorità del bene pubblico sugli interessi e i profitti dei privati. Nei tempi moderni il Chirografo di Pio VII (1802) e gli editti del cardinale camerlengo Bartolomeo Pacca (1819) furono delle pietre miliari nella presa di coscienza del valore del patrimonio culturale. Anche gli altri Stati italiani seguirono la strada della tutela intrapresa da Roma e dallo Stato della Chiesa: un cammino che è proseguito dopo l'Unità d'Italia, con le leggi del 1902 e 1909, le leggi del 1939 e infine lo straordinario art. 9, posto tra i princìpi fondamentali della Costituzione del 1948.
Tipologia CRIS:
04.01 Contributo in Atti di convegno
Keywords:
Roma; publica utilitas; Lettera a Leone X; Giuseppe Valadier
Elenco autori:
Cardarelli, Francesco
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Titolo del libro:
1960-2020: a 60 anni dalla Carta di Gubbio. Riflessioni sulle strategie per la salvaguardia dei centri storici