Data di Pubblicazione:
2008
Abstract:
Giovanni Maria Anciuti fu senza dubbio uno dei più noti ed apprezzati costruttori di strumenti musicali a fiato della prima metà del Settecento. Di lui sono noti numerosi strumenti, soprattutto flauti dolci ed oboi, molti dei quali realizzati con insuperata maestria e con materiali preziosi. Tuttavia, nonostante le molte ricerche effettuate, nessuna informazione sull'identità di questo personaggio era finora emersa, tanto che era stata avanzata perfino l'ipotesi che il cognome Anciuti potesse essere uno pseudonimo derivato dalla parola ancia, in relazione agli strumenti ad ancia doppia da lui costruiti e per i quali era molto ricercato. Nel corso di una indagine sui costruttori di strumenti a fiato a Milano è stato ritrovato un documento notarile del 1699, consistente in una dotis confessio relativa al matrimonio di Giovanni Maria Anciuti con Giuliana Vanotti di Milano, che contiene anche indicazioni sul paese di origine di Giovanni Maria (Forni di Sopra, Udine) e il nome, del padre (Antonio). Successive ricerche effettuate a Forni di Sopra, e negli archivi di Udine hanno portato alla luce numerose testimonianze sulla famiglia Anciuti, che hanno permesso di ricostruire vari livelli di vincoli famigliari e di individuare diverse proprietà tuttora esistenti. Di particolare rilevanza è un documento del 1693, che riferisce di un prestito ottenuto a Venezia da Giovanni Maria da parte dello zio Tomaso Anciuti, in parte compensato con la cessione di «piferi et flauti», e un secondo documento del 1700, redatto sempre a Venezia, relativo all'acquisto di avorio dal cugino Carlo Anciuti. Questi riferimenti fanno pensare ad un probabile apprendistato di Giovanni Maria a Venezia. È altresì ipotizzabile che i non rari viaggi di Anciuti a Venezia e a Forni, alcuni dei quali documentati, gli permettessero di mantenersi in contatto con personalità del mondo musicale veneziano dei primi decenni del secolo, tra cui gli oboisti attivi alla Pietà, e il mondo dei cultori del flauto dolce, molto in voga a Venezia nella prima metà del Settecento. Il testamento del padre Antonio redatto nel 1706 e il lungo elenco delle proprietà di famiglia forniscono informazioni sullo stato sociale degli Anciuti, proprietari di edifici, di molti campi e fabbricati rurali. Notevole è il fatto che Giovanni Maria, il cugino e lo zio, ma probabilmente anche il padre, fossero letterati, firmando Giovanni Maria un documento ancora nel 1693. Ricerche effettuate negli archivi di Milano, in particolare in quelli parrocchiali, hanno permesso di individuare alcune tracce di Anciuti fino al 1700, e un annuncio di morte nel 1744. Rimane comunque un lungo periodo della sua vita non documentato se non dagli strumenti datati. Alcune osservazioni sulla vita musicale a Milano nel primo Settecento e sugli strumenti di Anciuti, in particolare sugli oboi, introducono l'argomento dei rapporti di Anciuti con l'ambiente delle corporazioni a Milano. Varie ipotesi vengono avanzate sul fatto che Anciuti marcasse col suo nome, e spesso l'anno, gli strumenti prodotti. La sua origine ed i contatti con Venezia forniscono una possibile spiegazione del simbolo del leone alato di Venezia che ritroviamo su quasi tutti i suoi strumenti. In conclusione questo studio fornisce una identità ed una prima ricostruzione della vita di Giovanni Maria Anciuti, chiarendo in maniera definitiva la sua origine e avanzando una spiegazione sui suoi legami con Venezia.
Tipologia CRIS:
01.01 Articolo in rivista
Keywords:
Organologia; Anciuti strumenti musicali
Elenco autori:
Meroni, Cinzia; Carreras, Francesco
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