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  1. Pubblicazioni

THE EXOTIC BOTANICAL HERITAGE IN "EXIBITION"FOR THE TRIENNALI DELLE TERRE D'OLTREMARE

Capitolo di libro
Data di Pubblicazione:
2015
Abstract:
Lo scopo di questo studio è quello di indagare e ripercorrere le tappe delle significative e progressive trasformazioni del patrimonio botanico esistente nella Mostra d'Oltremare di Napoli. Con la "I Mostra Triennale delle Terre Italiane d'Oltremare", esposizione voluta dal governo fascista, per divulgare e mettere in "mostra" l'attività del lavoro italiano nelle colonie dell'Africa Orientale; tra il 1338 ed il 1940 si mise in atto una Kermesse progettuale, alla quale parteciparono noti professionisti del panorama nazionale e locale, che diede vita ad uno dei più significativi interventi architettonico urbanisti della Napoli del Novecento. Il parco fieristico della Mostra d'Oltremare, inaugurato il nove maggio del 1940 al cospetto di sua maestà il Re Imperatore Vittorio Emanuele III, sorto nella nuova zona di espansione occidentale della città, ambiva a diventare un fondamentale polo attrattivo per il mosaico paesistico culturale della città di Napoli, le scelte urbanistiche e quelle architettoniche attuate per tale realizzazione tennero conto di molteplici aspetti tra i quali anche quelli ambientali e paesaggistici. Va sottolineato che il complesso d'indubbio pregio architettonico e urbanistico, che si realizzò seguendo le indicazioni del piano generale redatto dall'Arch. Marcello Canino (1895-1970), diede vita inoltre ad uno dei più significativi interventi di verde a scala urbana compiuti a Napoli nel Novecento. La progettazione esecutiva degli spazi verdi fu affidata agli architetti L. Piccinato (1899-1983) e C. Cocchia (1903-1993), che conferirono al verde progettato un'importante ruolo connettivo per l'intero impianto architettonico e urbanistico. I numerosi padiglioni espositivi risultarono immersi in suggestive aree verdi ricche di essenze esotiche, talvolta importate dalle terre d'origine, che riproponevano habitat e flora di ogni una delle colonie d'oltremare. Negli oltre 600.000 mq. destinati originariamente al complesso fieristico furono impiantate 30.000 piante d'alto fusto e circa un milione di piante arbustive ed erbacee. La massa principale del verde era costituita da una variegata e imponente raccolta di palme che conferirono all'ambiente un aspetto mediterraneo e tropicale, abbondanti anche gli esemplari di eucalipti, acacie, pini e magnolie. Suggestiva è la presenza di alberi con funzioni ornamentali, piantati singolarmente, come agrumi e olivi e non ultimi i tantissimi arbusti da fiore e le numerosissime specie esotiche e rare di piante da fiore come le rizomatose, le bulbose, le tuberose, le sarmentose e le rampicanti e.t.c. Tale cospicuo patrimonio verde nonostante sia stato nel corso degli anni soggetto a stravolgimenti e degrado, ancora oggi risulta essere tra le poche risorse di verde a scala urbana della zona occidentale
Tipologia CRIS:
02.01 Contributo in volume (Capitolo o Saggio)
Keywords:
Mosta d'Oltremare; biodiversity; tree park; Valurization; knowledge
Elenco autori:
Esposito, Raffaela; Acampora, Giovanna; Russo, Marina; Bertoli, Barbara; Cirillo, Clelia
Autori di Ateneo:
BERTOLI BARBARA
CIRILLO CLELIA
RUSSO MARINA
Link alla scheda completa:
https://iris.cnr.it/handle/20.500.14243/347774
Titolo del libro:
The Turning Point of the Landescape-cultural Mosaic: Renaissance Revelation Resilience
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