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  1. Outputs

Un network per la conservazione delle tartarughe marine in Italia: risultati preliminari delle prove eseguite con TED (Turtle Excluded Device)

Academic Article
Publication Date:
2007
abstract:
Nell'ultimo decennio la comunità scientifica internazionale ha rivolto una particolare attenzione verso l'impatto delle diverse attività di pesca sull'ambiente marino; infatti se fino a qualche decennio fa l'incidenza della pesca sugli habitat marini sembrava ininfluente, attualmente questa viene considerata paragonabile ad un inquinamento antropico. In particolare, le attività di pesca condotte nel Mediterraneo stanno attualmente sfruttando, tramite l'uso contemporaneo di varie pratiche alieutiche, gran parte delle risorse disponibili fino a una profondità di oltre 800 metri. Il Codice di condotta FAO (1995) per la pesca responsabile suggerisce alcuni concetti di fondamentale importanza per la conservazione dell'ambiente marino e delle sue risorse: "Pratiche e attrezzi della pesca selettivi e sicuri per l'ambiente dovrebbero essere ulteriormente sviluppati ed appropriatamente applicati al fine di mantenere la biodiversità e di conservare la struttura della popolazione e l'ecosistema acquatico e proteggere la qualità del pesce" e inoltre "Le misure gestionali dovrebbero non soltanto assicurare la conservazione delle specie bersaglio ma anche delle specie appartenenti al medesimo ecosistema o dipendenti da specie bersaglio o ad esse associate". L'obiettivo principale delle misure tecniche di conservazione dovrebbe essere pertanto quello di aumentare la selettività degli attrezzi da pesca e ridurre le catture di novellame e di altre fasi giovanili. Molte tecniche di pesca sono infatti tutt'altro che selettive: in tal senso la pesca a strascico si delinea come la tecnica a più alto impatto poiché oltre alle specie bersaglio, vengono catturate, e poi rigettate in mare in genere prive di vita, molte altre specie che vengono classificate come bycatch. Con il termine bycatch viene individuata quella parte della cattura che non è direttamente bersaglio di un'attività di pesca. Nel bycatch sono comprese sia specie di interesse commerciale, catturate accidentalmente, sia specie che per diversi motivi non hanno una rilevanza commerciale (perché di taglia piccola o rovinate o perché non apprezzate dai consumatori). All'interno del bycatch non commerciale rientrano pertanto anche tutte le specie marine protette dai rettili ai mammiferi, agli squali fino agli uccelli marini. In Italia, ma più in generale in tutto il Mediterraneo, esiste ormai da diversi anni un problema concreto per la protezione di Caretta caretta, specie prioritaria inserita negli Allegati II e IV della Direttiva Habitat. Tradizionalmente gli attrezzi da pesca più pericolosi per le tartarughe sono rappresentati dai palangari e dalle reti derivanti e da posta. Negli ultimi anni però anche le reti a strascico sono spesso risultate protagoniste della cattura accessoria di tartarughe, anche in aree in cui fino a poco tempo fa venivano raramente catturate come ad esempio nel Mar Adriatico. Il progetto "TARTANET - Un network per la conservazione delle tartarughe marine in Italia" si inserisce in questa tematica complessa e si propone, tra le diverse finalità, di studiare e sperimentare soluzioni tecniche innovative per ridurre la cattura accessoria di tartarughe con reti a strascico. Il rischio maggiore per le tartarughe marine catturate dalle reti a strascico deriva, oltre che dai danni fisici causati dall'impatto con le diverse parti dell'attrezzo, dal tempo di permanenza sott'acqua. Infatti il rischio di affogamento degli animali, anche se capaci di prolungate apnee, in condizioni di stress e di limitazione di movimento, risulta elevatissimo. Oltre alla morte per annegamento, sono frequenti gli esemplari che presentano livelli di danno comunque elevati dovuti alla prolungata permanenza in mare in condizioni di stress, e che sulla base dei dati disponibili,
Iris type:
01.01 Articolo in rivista
Keywords:
tartarughe marine; TED (Turtle Excluder Device); conservazione
List of contributors:
Lucchetti, Alessandro; Sala, Antonello
Authors of the University:
LUCCHETTI ALESSANDRO
SALA ANTONELLO
Handle:
https://iris.cnr.it/handle/20.500.14243/81540
Published in:
CETACEA INFORMA
Journal
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