Un confronto fra due regioni attraverso la stratificazione umana: la Sardegna centro-orientale e la Campania felix
Curatela
Data di Pubblicazione:
2009
Abstract:
L'aspetto maggiormente condizionante il rapporto uomo-ambiente è il clima, parola attuale per indicare ciò che in antico si chiamava climato, dal greco klìma-atos: inclinazione (della Terra, dall'equatore al polo).
Da sempre la parola indica, in qualche modo, "l'andamento consueto del tempo meteorologico in una data regione".
La precedente definizione di clima fu data da Wladimir Köppen all'inizio del '900, ma nel tempo la definizione è andata affinandosi passando da "L'insieme delle condizioni normali e anormali, del tempo, che caratterizzano una località" (Filippo Eredia); a "Il complesso di condizioni atmosferiche che lo rendono più o meno confacente al benessere dell'uomo e allo sviluppo di quelle piante che gli servono" (Luigi De Marchi). Nelle definizioni più recenti vengono prese in considerazione anche fattori antropologici ed economici:
"Il clima è ben definito dalle condizioni meteorologiche e ambientali che caratterizzano una regione geografica per lunghi periodi di tempo, determinandone la flora e la fauna, e influenzando anche le attività economiche, le abitudini e la cultura delle popolazioni che vi abitano".
Pertanto solo nei lavori più recenti vengono prese in considerazione anche componenti antropologiche ed economiche.
Le precedenti "definizioni" nella loro "vaghezza" mostrano di fatto quanto sia difficile definire il clima.
Espressioni del tipo: andamento consueto del tempo, per lunghi periodi di tempo, ecc, che si trovano nelle definizioni di Clima sono del tutto soggettive e vaghe. Ogni autore ha proposto, spesso in relazione ai propri studi, una sua definizione di lungo periodo di tempo e, per quanto riguarda le finalità di questo lavoro, sembra esserci una sufficiente convergenza nel considerare congruo un periodo di tempo di 30 anni solari (1 anno climatologico = 30 anni solari). Ancora, termini come piovoso, temperato, continentale, ecc, ci dicono poco o nulla sulle caratteristiche generali. Essi, infatti, caratterizzano aspetti locali di una situazione prodotta da un vastissimo scambio di cause, effetti e retroazioni che si svolgono tra atmosfera, oceani, continenti, orografia, idrografia, vegetazione. Azioni che occupano una scala spaziale che coinvolge l'intero nostro sistema solare e una scala temporale che si estende dalle ere più remote a oggi.
Presso i popoli antichi ci fu una unità di pensiero, desiderosa di tramandare che in principio era il caos e che un primo ordine nell'universo si ebbe dopo una violenta separazione della Terra dal Cielo realizzatasi con l'interposizione, tra l'una e l'altro, dell'Aria.
Un mezzo di indagine, sull'interpretazione dei fenomeni naturali data dai popoli antichi, ci è fornito dalla filologia che, studiando criticamente i testi di epoche lontane, ci mostra, attraverso il linguaggio, quali fossero in proposito i concetti più arcaici e comuni.
Le lingue primitive indoeuropee crearono la mitologia tutte nello stesso modo e il culto delle divinità associate ai fenomeni naturali ne costituì la parte comune principale.
Da sempre c'è una strettissima connessione fra cultura, fede e ricerca scientifica. Umanesimo e Scienza sono realtà profondamente legate e ciò rende il Clima argomento di dominio comune, a prescindere dai confini tradizionali posti, più o meno artificialmente, tra chi opera nel mondo delle scienze chi in quello delle lettere. Oggi, più che in passato, questi confini vanno abbattuti perché dobbiamo, insieme, affrontare il problema delle modificazioni climatiche.
Molte sono le cause che possono provocare modificazioni climatiche, e queste, in una lunga catena di interazioni, pur generandosi in zone assai lontane, possono influenzare fortemente la meteorologia e le condizioni ambientali dei territori in cui viviamo. Influenza che può
Tipologia CRIS:
03.12 Curatela di monografia/trattato scientifico
Elenco autori:
Carboni, Donatella; Benincasa, Fabrizio
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