Data di Pubblicazione:
2007
Abstract:
Perchè i sistemi verbali morfologicamente più "ricchi" vengono appresi
da un bambino con maggiore facilità di sistemi più "poveri", caratterizzati da maggiore
suppletivismo e da un minor numero di marcatori flessionali? Studi recenti
condotti nel quadro della Morfologia Naturale (Bittner et al. 2003) hanno evidenziato
il ruolo centrale svolto in questo apparente paradosso dal "contrasto morfologico" e
dalla relazione biunivoca tra forma e contenuto all'interno del paradigma flessionale.
Il presente lavoro illustra da questo punto di vista il comportamento di un modello
originale di reti neurali artificiali auto-organizzanti con architettura "a cascata" e apprendimento
asincrono, addestrato su forme verbali codificate fonologicamente. Il
modello addestrato è in grado di memorizzare sia configurazioni morfologiche astratte,
corrispondenti alle terminazioni flessionali di forme verbali regolari e irregolari,
sia forme flesse piene, in funzione della loro frequenza per tipo e per unità nel corpus
di addestramento. Il comportamento del modello è valutato su due differenti corpora
di addestramento, italiano e inglese, entrambi campionati dal database CHILDES.
L'analisi della topologia delle informazioni memorizzate dal modello addestrato consente
di trarre alcune conclusioni generali sull'interazione tra processi di acquisizione
di sequenze fonotattiche e principi di acquisizione paradigmatica. Le implicazioni
teoriche dei risultati vengono inoltre discusse alla luce del tradizionale dibattito tra
modelli "a meccanismo singolo" e "a meccanismo doppio" di acquisizione morfologica.
Tipologia CRIS:
01.01 Articolo in rivista
Elenco autori:
Pirrelli, Vito
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