Data di Pubblicazione:
2005
Abstract:
Le piante si sono rivelate nei secoli come organismi estremamente duttili, capaci di adattarsi
alle necessità dell'uomo, sia per scopi agricoli che ornamentali. Circa vent'anni fa, con i primi studi
sulla tecnica del DNA ricombinante, è anche stata scoperta la possibilità di introdurre e far
esprimere in un tessuto vegetale geni non solo derivanti da altre specie vegetali, ma anche di origine
batterica o animale.
I primi studi sono stati rivolti al miglioramento delle piante stesse, per la loro difesa contro
organismi patogeni ed infestanti, con l'introduzione di geni di resistenza di origine batterica,
fungina o isolati da altre piante. Successivamente è stata contemplata la possibilità di utilizzare le
piante come bireattori per la produzione di molecole ad uso sanitario, come antigeni, anticorpi o
proteine a funzione farmacologica.
La possibilità di produzione di vaccini di derivazione vegetale ha suscitato grande interesse
anche in campo veterinario, in particolare per il bestiame da carne, in considerazione delle
implicazioni sociali ed economiche legate alla loro salute. La possibilità di fornire direttamente a
questi animali delle sostanze farmacologicamente attive sotto forma di cibo, semplificherebbe
enormemente le pratiche di somministrazione.
Sono riportati gli avanzamenti delle ricerche in questo campo negli ultimi 10 anni, con
riferimento ai diversi metodi utilizzati per la modificazione genica dei vegetali.
Sono infine riportati, a titolo di esempio, due studi effettuati presso il Dipartimento di Biologia
dell'Università di Milano, uno per la produzione di un vaccino contro il melanoma umano, in
collaborazione con l'Istituto Pasteur di Parigi, e l'altro per la produzione di vaccini veterinari, in
collaborazione con la Facoltà di Veterinaria dell'Università di Milano.
Tipologia CRIS:
01.01 Articolo in rivista
Elenco autori:
BASSO POZZI, Barbara
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