Data di Pubblicazione:
2005
Abstract:
Il lavoro tenta un'analisi approfondita delle "fasce" - come sono detti in Liguria i muretti di pietre a secco di contenimento dei ripidi versanti -, ormai considerate peculiarità del territorio ligure ed espressione di una lenta trasformazione del paesaggio messo in atto da un "saper fare" millenario, che oggi rischia di venir disperso. Le "fasce" costruite dall'uomo contadino, soprattutto per la coltivazione intensiva dell'olivo nel corso dell'Ottocento, hanno originato un multiforme paesaggio terrazzato, espressione dell'identità dei luoghi, delle risorse, delle caratteristiche geomorfologiche e microclimatiche. Tecniche, materiali e culture di una civiltà contadina ormai dispersa ma appena dietro le nostre spalle a seguito del processo di urbanizzazione dagli anni Sessanta e a un progressivo allontanamento di un modello di vita ritenuto non più perseguibile. L'abbandono e il degrado, i continui fenomeni di smottamento e rovinose frane - si parla del paradiso perduto delle Cinque Terre -, ma soprattutto il riconoscimento delle fasce come inestimabile patrimonio storico, culturale e geotecnico, richiedono ormai l'esigenza di un serio recupero dei terrazzamenti, non più rinviabile, come risorsa futura e di salvaguardia del territorio.
Tipologia CRIS:
02.01 Contributo in volume (Capitolo o Saggio)
Keywords:
Territorio; Tradizione; "saper fare"
Elenco autori:
Ghiglione, Giovanni
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Titolo del libro:
Genova una "porta" del Mediterraneo