Approccio multidisciplinare idrogeologico, geochimico e isotopico nello studio dell'intrusione marina.
Articolo
Data di Pubblicazione:
2014
Abstract:
L'intrusione marina è un fenomeno che ormai da anni sta interessando estese aree delle pianure costiere italiane. La conoscenza del fenomeno, della sua entità e dei meccanismi di miscelazione tra acque dolci e acque salate è di basilare importanza per la gestione e la salvaguardia della risorsa idrica. In questo lavoro viene mostrato un esempio di applicazione di tecniche multidisciplinari idrogeologiche e geochimiche ad una piana costiera particolarmente antropizzata, situata tra la Versilia (a nord-ovest) e la piana di Pisa (a sud-est), affetta dal fenomeno dell'intrusione marina. Il sistema acquifero multistrato della pianura costiera Versiliese-Pisana è principalmente rappresentato da orizzonti sabbiosi e ghiaiosi. Localmente, gli acquiferi sono interessati da sovra sfruttamento per scopi idropotabili, irrigui e industriali, determinando un progressivo avanzamento del cuneo salino. Al fine di stimare l'entità dell'intrusione marina e di capire i meccanismi di miscelazione tra acqua dolce e acqua salata, fin dal 2005 il Parco Regionale di Migliarino, S. Rossore, Massaciuccoli ha cofinanziato uno studio multidisciplinare. Questo consiste nell'acquisizione ed elaborazione di dati idrostratigrafici, piezometrici, fisico-chimici (conducibilità elettrica, temperatura, pH), chimici (principali anioni e cationi e Br) e isotopici (rapporti 18O/16O and 2H/1H). In questo lavoro sono sintetizzati i risultati salienti ottenuti per gli acquiferi delle zone comprese tra Viareggio e Torre del Lago (provincia di Lucca) e tra Marina di Pisa e Livorno (interamente in provincia di Pisa). Nella prima area, è stato analizzato l'acquifero freatico sabbioso (spessore 30 m), mentre nella seconda le attenzioni si sono concentrate sul primo acquifero confinato in ghiaie (spessore medio 10 m) collocato a una profondità variabile, compresa tra 50 e 100 m al di sotto del livello del mare. Per entrambi gli acquiferi sono state rinvenute superfici piezometriche al di sotto del livello del mare, a causa dello sfruttamento delle falde. Le analisi chimico-isotopiche hanno evidenziato percentuali di acqua di mare in acquifero dell'ordine del 15-30% nel freatico tra Viareggio e Torre del Lago e del 7-9% nel confinato tra Marina di Pisa e Livorno. Gli isotopi, insieme ai parametri chimici conservativi, hanno permesso di definire i meccanismi di miscelazione tra acqua dolce e acqua di mare e di ipotizzare i possibili percorsi dell'acqua di mare.
Tipologia CRIS:
01.01 Articolo in rivista
Keywords:
hydrogeology
Elenco autori:
Doveri, Marco
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