Data di Pubblicazione:
2004
Abstract:
La conoscenza delle condizioni ambientali in cui sono situate le
opere d'arte costituisce un vincolo essenziale per la loro corretta
conservazione. Ciò è particolarmente vero per le pitture murali che.
spesso. sono poste in condizioni naturali che contrastano con le esigenze
di tutela. Queste consistono nell'assicurare parametri ambientali
adeguati, necessari ad evitare degradazioni chimico-fisico-biologiche
agenti. di frequente, secondo un meccanismo di mutua interazione.
Il deterioramento materico conduce a perdita del carico cromatico
dei pigmenti pittorici. formazione di croste, patine, efllorescenze,
subefflorescenze. rigonfiamenti. frane. polverizzazioni,
esfoliazioni, scagliature, aumento della porosità.
Condizioni "al contorno" negative sono purtroppo causa ricorrente
di degrado anche per i cicli pittorici presenti nelle chiese rupestrì
pugliesi, produzioni iconografiche che rappresentano certamente
una delle espressioni più significative della cultura del "vivere
in grotta", compiutamente radicatasi tra il IX ed il XII secolo
sotto la spinta del monachesimo italo-greco.
Panendo da questa premessa, il presente contributo vuole fornire
al lettore un caso di studio esemplificativo delle complesse problematiche
ambientali presenti in habitat rupestri e dei conseguenti
riflessi sulla conservazione delle pitture murali. Ci si riferisce, in
particolare, alla Chiesa rupestre della Madonna delle Grazie di San
Marzano di San Giuseppe, in provincia di Taranto. ove la presenza
di tre affreschi ha suggerito un'analisi idrogeognostica.
Tipologia CRIS:
04.01 Contributo in Atti di convegno
Elenco autori:
Gizzi, FABRIZIO TERENZIO; Geraldi, Edoardo
Link alla scheda completa:
Titolo del libro:
QUANDO ABITAVAMO IN GROTTA