Mortalita nell'area di Massa-Carrara nel decennio successivo alla chiusura degli impianti ANIC-Agricoltura e Farmoplant.
Academic Article
Publication Date:
2006
abstract:
Obiettivo: descrivere la mortalità delle popolazioni residenti
nell'area di Massa-Carrara nel periodo 1995-2000 e confrontarla
con la mortalità negli stessi comuni nel periodo
1990-1994.
Disegno: studio geografico descrittivo.
Setting: la descrizione della mortalità nell'area di Massa-Carrara
è stata effettuata per sesso e causa, mediante il rapporto
di mortalità standardizzato (RSM) per età e per indice di deprivazione
comunale (riferimento: Regione Toscana). Il confronto
di tale mortalità con quella osservata nella stessa area
nel periodo 1990-1994 è stato effettuato mediante il rapporto
tra tassi standardizzati per età con il metodo diretto
(ICM). La mortalità per le patologie risultate statisticamente
in eccesso è stata approfondita tramite un'analisi spaziale
effettuata utilizzando dati relativi a un gruppo di comuni circostanti
quelli di Massa e Carrara.
Outcome principali: mortalità generale e per 30 cause specifiche.
Risultati: lo studio ha confermato eccessi statisticamente significativi
per la mortalità generale (RSM 109), per tutti i
tumori (RSM 112), per le malattie dell'apparato respiratorio
(RSM 126), per la cirrosi epatica (RSM 226), per i tumori
del polmone (RSM 115) e del fegato (RSM 161) nei
maschi. Per le neoplasie della laringe e della pleura emergono
inoltre eccessi precedentemente non osservati (RSM 158,
RSM 178). Nelle femmine, all'eccesso osservato e confermato
per la cirrosi epatica (RSM 158), si aggiunge quello relativo
al tumore del fegato (RSM 144).
Il confronto tra la mortalità osservata nel periodo 1995-2000
e quella rilevata nel periodo 1990-1994 ha mostrato una diminuzione
statisticamente significativa dei decessi per tutte le
cause e per numerose cause specifiche; aumenti statisticamente
significativi sono invece risultati per i tumori del fegato in entrambi
i sessi (ICM maschi 1,35; ICM femmine 1,78) e del
sistema linfoematopoietico nelle femmine (ICM 1,44).
Conclusioni: lo studio conferma l'effetto negativo sulla salute
di esposizioni occupazionali e ambientali in popolazioni
residenti in aree con siti industriali ad alto rischio. L'effetto
avverso sulla salute è accentuato nelle aree deprivate in
termini socio-economici e permane per molti anni dopo la
dismissione degli impianti.
I risultati emersi dallo studio richiamano la necessità di intraprendere
azioni di promozione della salute mirate alla modifica
degli stili di vita a rischio, al miglioramento socio-economico,
a mantenere un controllo costante sull'ambiente,
anche mediante una sorveglianza epidemiologico-ambientale
con l'obiettivo di verificare gli effetti degli interventi di
bonifica effettuati e in corso.
Iris type:
01.01 Articolo in rivista
List of contributors:
Rossi, Giuseppe
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