Oria (Brindisi) e il tratturo martinese della transumanza: conoscenza del patrimonio culturale e del paesaggio geologico
Contributo in Atti di convegno
Data di Pubblicazione:
2017
Abstract:
I tratturi sono sentieri a fondo naturale utilizzati dai pastori per trasferire con cadenza stagionale le greggi da un pascolo all'altro e si cominciano a costituire soprattutto nell'età del Bronzo quando si sviluppa l'attività pastorale della cultura appenninica. Nell'ambito della rete tratturale della transumanza, che collegava l'Abruzzo e il Molise con diverse aree della Puglia e si articolava in tratturi, tratturelli, bracci e riposi, è compreso il Regio Tratturello Martinese (indicato con il numero 73 nella Carta dei Tratturi del 1959), che, con un percorso di oltre cento chilometri, collegava Castellaneta (Taranto), ove terminava il tratturo Melfi-Castellaneta, con i pascoli che si estendevano lungo la fascia ionica tra Avetrana (Taranto) e Nardò (Lecce) nell'area dell'Arneo, ove erano anche presenti boschi e paludi, ricadente nella Foresta Oritana.
Il suo tracciato nella provincia di Taranto si sviluppa immediatamente a nord dei profondi solchi torrentizi che incidono i ripiani calcarenitici in cui si articola il territorio, che si estende a sud del vistoso gradino murgiano di natura calcarea, e che furono interessati in età medievale da insediamenti della Civiltà Rupestre. Particolarmente interessante dal punto di vista geomorfologico, paesaggistico, naturalistico e insediativo è il tratto compreso tra Crispiano (Taranto) e Grottaglie (Taranto). Qui il tratturo si colloca su un ripiano prevalentemente pianeggiante di transizione tra due formazioni geologiche diverse: a nord il territorio si caratterizza per la presenza di un vistoso gradino murgiano ricoperto da estese formazioni boschive e macchiose, lungo il quale si allineano numerose masserie con edifici di culto e si aprono grotte frequentate in età preistorica e protostorica; a sud sono evidenti i tratti iniziali delle profonde gravine che incidono il territorio tra i comuni di Montemesola (Taranto) e Grottaglie con insediamenti paleolitici, neolitici, dell'età del bronzo e medievali. Superato Grottaglie, il Tratturello Martinese tocca il territorio di Oria (Brindisi) in località Laurito, ove insiste l'omonima masseria del XVI sec, il cui toponimo allude alla presenza di formazioni boschive di alloro. Il luogo si presenta particolarmente attrattivo come area di sosta e di ristoro per le greggi e i pastori data la presenza di diffuse risorse idriche e di pascoli nonché dei servizi della vicina città di Oria, sede anche vescovile, essendo stata questa l'unico centro abitato, almeno per tutto il Medioevo, lungo il percorso del tratturello. Immediatamente a nord della masseria Laurito si sviluppa una dorsale collinare di dune fossili pleistoceniche allineate lungo un'antica linea di costa in direzione est-ovest, le quali, pur non raggiungendo quote elevate, la più alta raggiunge 166 m s.l.m sulla quale è collocata la città, emergendo in un contesto pianeggiante, acquistano un notevole risalto morfologico ed imprimono al paesaggio un aspetto esclusivo per il susseguirsi di ambienti ecologici diversificati, dovuti al susseguirsi di numerose sorgenti e di diversi canali di scorrimento delle acque piovane. Nelle vicinanze del santuario di San Cosimo alla Macchia di origine altomedievale vi sono testimonianze di un cambiamento del tracciato del tratturello, a seguito forse della protesta dei cittadini per lo sconfinamento delle greggi sui terreni coltivati. Da questa località il tratturello si immette su un antico asse viario dell'età del Bronzo che collegava la città di Oria con la costa ionica e prosegue fino alla città di Avetrana, ove ha termine.
Tipologia CRIS:
04.01 Contributo in Atti di convegno
Keywords:
Regio Tratturello; patrimonio culturale; paesaggio geologico; Oria; Puglia
Elenco autori:
DELLI SANTI, Maurizio
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Titolo del libro:
Percorsi multidisciplinari di conoscenza e fruizione turistica del patrimonio geologico italiano