Publication Date:
2004
abstract:
Con la legge Crispi-Pagliani, dal titolo «Sulla tutela della
igiene e della sanità pubblica» approvata dal Parlamento il 22
dicembre 1888:
«si apriva un ventennio in cui si affermava (...) una visione nitida
dei nessi tra salute e ambiente che portava fisici, chimici, ingegneri,
costruttori edili a impegnarsi con gli igienisti in una
collaborazione interdisciplinare che trovava realizzazione (sia)
nella progettazione e sorveglianza delle case popolari, delle
fabbriche, delle scuole, delle caserme, delle carceri, delle colonie
marine e montane, degli stabilimenti idroterapici, dei sanatori,
degli ospedali; [(....) sia] nella descrizione e prescrizione delle
modalità attuative dei piani regolatori, degli acquedotti e delle
fognature, della ventilazione e della illuminazione degli ambienti,
della conservazione e dello smercio dei prodotti
alimentari».
Gli storici contemporanei reputano la legge come il punto
di partenza di una nuova visione della salute intesa non più
come un privilegio di alcuni bensì come un diritto di tutti. Sulla
scia di quanto già sperimentato in Germania e in Francia si
affermano anche in Italia l'igiene e la medicina sociale fondate,
la prima, sulla prevenzione e, la seconda, sul rapporto tra malattie
e progresso. In questo saggio, in verità, la legge crispina è
alquanto lontana rappresentando il punto di arrivo del lungo e
articolato processo di costruzione di quel «paradigma igienistico
» che interessò la Napoli di fine Ottocento . Con
l'obiettivo di ricostruire le linee di evoluzione plurisecolari
dell'intervento pubblico in materia di sanità, si è cercato di capire
a quando risalgono i primi interventi sui rischi della corruzione
dell'aria e sulla necessità di conservarne la salubrità nella
capitale del Mezzogiorno3. Partendo dalle prammatiche del
Quattrocento fino a giungere alla prima organica legislazione
in materia di sanità del 1819, sono state evidenziate le capacità
progettuali e di indirizzo, valutando motivazioni e risultati
dell'intervento legislativo, in aderenza o a dispetto delle abitudini
e dei comportamenti della popolazione di una città come
Napoli la cui storia millenaria è stata sempre scandita da profumi,
legati alla sua generosa natura e miasmi, effetto di un assembramento
urbano non sostenuto da un'adeguata rete di
servizi e di infrastrutture.
Iris type:
02.01 Contributo in volume (Capitolo o Saggio)
List of contributors:
Salvemini, Raffaella
Book title:
La natura e la città. Per una storia ambientale di Napoli tra Ottocento e Novecento
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