Data di Pubblicazione:
2008
Abstract:
La previsione delle temperature minime è particolarmente importante nella programmazione delle azioni di difesa dalle gelate primaverili. La variabilità naturale della temperatura minima notturna è fortemente determinata dai meccanismi fisici
che regolano gli scambi energetici tra suolo ed atmosfera. In condizioni di stabilità termica notturna (caso di interesse per le
gelate) si creano pattern di differenziazione termica che sono fortemente legati alle caratteristiche morfologiche delle singole aree. Un rilievo ad elevato dettaglio territoriale, come quello ricavabile da telerilevamento nell'infrarosso termico
(TIR), consente di mappare le temperature evidenziando, all'interno di un'area limitata, differenze tra sito e sito. In due aree frutticole trentine soggette ad episodi di gelo (Piana Rotaliana e Bassa Val di Non, Trentino) sono stati eseguiti rilievi
aerei nella banda del TIR e sono state ricavate le relative mappe termiche con risoluzione 10 m. La calibrazione è stata eseguita mediante contemporanee misure a terra di temperatura. Poiché l'emissività varia anche considerevolmente a seconda
dell'uso del suolo, si propone una calibrazione empirica, condotta con dati di temperatura misurati al suolo, che consenta di
distinguere tra parcella e parcella a seconda della sua destinazione d'uso. L'applicazione al caso reale ha portato a stime
della temperatura con un errore di 0.95°C (come radice dei quadrati dei residui, RMSE). Per ricavare, infine, la temperatura
a 2 m a partire da quella stimata al suolo con telerilievo aereo di TIR, si sono indagate le relazioni statistiche tra i valori misurati alle due diverse altezze in alcuni siti campione nelle stesse due aree di indagine. Pur ricavando informazioni di interesse per il loro potenziale utilizzo, ne è emersa una certa disomogeneità, che in parte ostacola la generalizzazione del procedimento di stima di temperatura all'altezza convenzionale di 2 m. Ulteriori approfondimenti potranno portare ad un affinamento delle procedure di misura e stima della temperatura. La metodologia proposta risulta utile per una previsione di
temperatura minima ad elevato dettaglio territoriale: si tratterebbe di applicare una "maschera" che riproduca il modello di
anomalia termica riferita ad un sito per il quale sia nota una previsione, indipendentemente calibrata.
Tipologia CRIS:
01.01 Articolo in rivista
Elenco autori:
Gioli, Beniamino
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