Data di Pubblicazione:
2010
Abstract:
Il termine picofitoplancton, o picoplancton fototrofo, definisce l'insieme degli organismi fototrofi unicellulari
appartenenti alla classe dimensionale compresa tra 0,2 e 2 )llll (Sieburth et al., 1978). Il picofitoplancton
è costituito sia da organismi procariotici che eucariotici. La componente procariotica è rappresentata
essenzialmente da cianobatteri, principalmente ascrivibili ali' ordine delle Chroococcales, genere
Synechococcus (Waterbury et al., 1979), e da proclorofite del genere Prochlorococcus (Chisholm et al.,
1988). La componente eucariotica è costituita da un insieme eterogeneo di organismi appartenenti a differenti
gruppi tassonomici (e.g. primnesioficee, cloroficee, prasinoficee, crisoficee) (Johnson e Sieburth,
1982; Stockner e Antia, 1986). Il picofitoplancton è presente in tutti gli ambienti acquatici; negli ambienti
marini pelagici riveste un ruolo ecologico di rilievo contribuendo in maniera preponderante alla produttività
primaria ed alla biomassa autotrofa di questi ecosistemi (Raven, 1998).
Le tecniche più utilizzate per la stima dell'abbondanza e della biomassa del pico fitoplancton sono la
microscopia ad epifluorescenza e la citometria a flusso.
La microscopia ad epifluorescenza ha il vantaggio di essere di semplice applicazione e di consentire
facilmente la distinzione delle cellule picofitoplanctoniche da quelle fitoplanctoniche di dimensioni maggiori
e dalle particelle di detrito; la citometria a flusso, applicando ottiche molto avanzate, permette di
discriminare minime variazioni qualitative e quantitative di fluorescenza ed identificare quindi anche organismi
caratterizzati da autofluorescenza molto debole quali le proclorofite, difficilmente visibili in microscopia
ad epifluorescenza.
Tipologia CRIS:
02.01 Contributo in volume (Capitolo o Saggio)
Keywords:
picophytoplankton
Elenco autori:
Caroppo, Carmela; LA FERLA, Rosabruna; Maimone, Giovanna
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Titolo del libro:
Metodologie di studio del plancton marino