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  1. Outputs

Alois Alzheimer

Book
Publication Date:
2016
abstract:
Come molte discipline mediche, in Occidente la Neurologia affonda le sue radici nel Corpus Hippocraticum e, come predetto da Ippocrate (480-390 a.C.), [...] il resto nel futuro sarà scoperto [...]. Inizia così una lenta evoluzione che parte da Aulo Cornelio Celso (I secolo d.C.), all'inizio dell'Era Cristiana e, passando per Claudio Galeno (129 - 201) prima, ed Avicenna (980 - 1037) insieme a Costantino Africano (1010 ca. - 1087) poi, si arriva, dopo Paracelso (1493 - 1541), all'opera "Il Saggiatore" di Galileo Galilei (1564 - 1642) la quale pone le basi del metodo scientifico su tutto il sapere. Così, il medico diventa meno filosofo e più osservatore. Relativamente a quella parte anatomica che prenderà il nome di Sistema Nervoso, Andrea Vesalio (1514 - 1564), in pieno Rinascimento, osserva le fibre dei nervi nella carne bollita e due secoli più avanti Felice Fontana (1730 - 1805) distingue gli assoni sensoriali e motori e, dopo la identificazione del nucleo e del nucleolo della cellula nervosa, Robert Remak (1815 - 1865), nel 1838, stabilisce che da quest'ultima prendono origine le fibre nervose. Successivamente, nel 1839, Theodor Schwann (1810 - 1881) descrive la guaina mielinica. Una chiara rappresentazione della cellula nervosa che Wilhelm Waldeyer Hartz (1836 - 1921) denomina "neurone" (dal greco neuron, termine con cui la scuola ippocratica indica i nervi ma anche i tendini, i legamenti, le vene, i dotti deferenti), è data da Otto Deiters (1834 - 1863) il quale distingue il corpo cellulare, i processi protoplasmatici (dendriti) e il cilindrasse (assone). Fatta chiarezza sui componenti del neurone, Joseph von Gerlach (1820 - 1896) sostiene e con lui, poi, una parte della comunità scientifica, che questa cellula è l'elemento di una rete protoplasmatica. Un'idea ancora più chiara di quella che è la rete nervosa è fornita da Camillo Golgi (1843 - 1926), fautore della teoria "reticolarista" che vede nella sostanza grigia del sistema nervoso una rete costituita da neurofibrille intrecciate ed interconnesse. A questa concezione isto-neurologica si oppone Santiago Ramòn y Cajal (1852 - 1934) con la sua teoria "neuronista", secondo la quale i neuroni sono uniti per contiguità e non per continuità. Il fermento scientifico moderno prosegue con gli anni tra i secoli XIX e XX segnando i primi passi della nascente Neurologia che vive una forte separazione di pensiero tra la neonata scuola dei "Somatici" (che vedono la malattia psichica come effetto di causa organica) e quella degli "Psichici" (che vedono la psiche come base dei disturbi mentali). In questo clima lavora Alois Alzheimer, [...] il medico dei pazzi con il microscopio [...], come amano definirlo, scherzosamente, i suoi colleghi. Da fervente assertore dei "Somatici", le malattie psichiche da lui studiate diventano malattie del cervello, tanto da vederlo, insieme a Franz Nissl (1860 - 1919), iniziatore degli studi della patologia istologica della corteccia cerebrale. Nell'ambito di tale linea di ricerca rientra il suo interesse per la demenza senile, iniziato nel 1901 con la visita e successiva intervista alla paziente Auguste D.. Il 9 aprile 1906, informato della morte di quest'ultima, chiede alle Autorità di mettergli a disposizione il cervello per lo studio istologico, condotto in collaborazione con Gaetano Perusini (1879 - 1915) e Francesco Bonfiglio (1883 - 1966). La sua ipotesi sulla organicità della demenza senile é esatta! Si tratta infatti di atrofia della corteccia cerebrale. Il risultato clinico ed anatomo-patologico è presentato alla XXXVII Riunione degli Psichiatri della Germania Meridionale, a Tubinga, nel novembre 1906. Alzheimer ottiene gratificazione di questo alto risultato scientifico quando il suo maestro, Emil Kraepelin (1888 - 1964), por
Iris type:
03.01 Monografia o trattato scientifico
Keywords:
alois alzheimer
List of contributors:
Tagarelli, Antonio; Piro, Anna
Authors of the University:
PIRO ANNA
Handle:
https://iris.cnr.it/handle/20.500.14243/324048
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