Micropalaeontological analyses of the Narzole core: biostratigraphy and palaeoenvironment of the late Messinian and early Zanclean of Piedmont (Northwestern Italy)
Articolo
Data di Pubblicazione:
2009
Abstract:
Il presente lavoro espone i risultati dello studio micropaleontologico
integrato (foraminiferi, ostracodi e nannofossili calcarei) condotto sui medesimi campioni della carota prelevata presso Narzole (Alba, Piemonte,
Italia Nord-occidentale) nel 1975, nella quale Sturani ha descritto e illustrato il livello arenitico nero al limite Messiniano/Zancleano e in cui
sono conservati circa 20 m di sedimenti marini. Il materiale di Narzole è catalogato nelle collezioni dell'Università di Torino, depositate presso
il Museo Regionale di Scienze Naturali di Torino e rappresenta tuttora l'unica documentazione del limite Messiniano/Zancleano (M/Z) nel
sottosuolo dell'Albese. I sedimenti messiniani della facies di "Lago-Mare" contengono microfossili marini rimaneggiati e ostracodi salmastri
indicativi della zona a Loxocorniculina djafarovi, che documentano condizioni di acque basse oligo-mesoaline e l'influsso di faune della
Paratetide. Il limite tra i depositi post-evaporitici messiniani e le sovrastanti Argille Azzurre (AA) dello Zancleano inferiore è evidenziato da
un livello arenitico da scuro a nero di 0.50 m di spessore, simile a quello presente al limite M/Z a Moncucco. Le associazioni a microfossili delle
AA documentano le zone MPl1 (Sphaeroidinellopsis acme) e MPl2 a foraminiferi planctonici e la zona MNN12 a nannofossili calcarei. Molti
bioeventi noti in area Mediterranea e segnalati a Moncucco sono stati riconosciuti anche nella successione di Narzole: un cambiamento della
direzione di avvolgimento di Neogloboquadrina acostaensis, i successivi influssi/re-immigrazione di Globorotalia scitula e di Siphonina reticulata,
la First Common Occurrence (FCO) di Globorotalia margaritae, i primi influssi di forme profonde, tipiche delle "North Atlantic Deep Water"
(NADW), quali Cibicidoides robertsonianus. Henryhowella asperrima e Oblitacythereis mediterranea compaiono per la prima volta durante la
zona MPl1, come a Moncucco, mentre in Italia meridionale e in Mediterraneo la loro comparsa è segnalata alla base della zona MPl2. I dati
micropaleontologici documentano fondali epibatiali già a partire dalla base dello Zancleano. Fluttuazioni climatiche e della produttività sono
suggerite dalle variazioni quantitative dei taxa planctonici di acque superficiali, calde e oligotrofiche (Globigerinoides) e delle forme di acque
intermedie eutrofiche (N. acostaensis). L'aumento della diversità specifica dei foraminiferi bentonici e degli ostracodi suggerisce un ulteriore
approfondimento del bacino e buone comunicazioni con il Mediterraneo durante le zone MPl1 e MPl2. Questa interpretazione è basata
sull'elevato rapporto P/(P+B), sulla presenza di foraminiferi planctonici mesopelagici (Sphaeroidinellopsis spp.), sull'associazione a foraminiferi
bentonici formata da taxa profondi cosmopoliti (Cibicidoides pseudoungerianus, Sphaeroidina bulloides, Uvigerina peregrina ecc.), sui comuni
ostracodi batiali (Argilloecia acuminata, A. kissamovensis, O. mediterranea, Paijenborchella iocosa, Xestoleberis prognata ecc.) e sulla presenza
di rari discoasteridi e ceratolitidi (Ceratholithus acutus, Amaurolithus primus, A. delicatus), tipiche forme tropicali di mare aperto, generalmente
molto rari nello Zancleano dell'area Mediterranea.
Tipologia CRIS:
01.01 Articolo in rivista
Keywords:
Miocene/Pliocene boundary; Foraminifers; Ostracods; Calcareous nannofossils; Tertiary Piedmont Basin
Elenco autori:
Violanti, Donata; Trenkwalder, Stefania
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