Determinazione mediante titolazione amperometrica con europio(iii) di specie complessanti nell'acqua di mare del golfo di Trieste
Conference Poster
Publication Date:
2007
abstract:
Il presente studio si inserisce in una ricerca pluriennale che stiamo conducendo sul Golfo di
Trieste[1], un comparto ambientale che per la sua particolare morfologia si è dimostrato
sensibilmente vulnerabile. Si tratta infatti di un'area ristretta dell'Alto Adriatico di scarsa
profondità (10-20 m) e ricambio idrico modesto (ad eccezione di giornate di elevata ventosità
con venti di bora ENE), che riceve gli sversamenti urbani, portuali ed agricoli di Trieste e
Monfalcone, nonché contributi antropici fluviali (fiume Isonzo) anche dalla Slovenia.
Particolarmente critiche le zone lagunari di Grado e Marano, e del porto di Trieste racchiuso
da un sistema di dighe foranee, in quanto corpi acquatici chiusi e statici.
Lo studio si è focalizzato sull'area circostante il terminale del diffusore che convoglia offshore
le acque trattate dall'impianto di depurazione dei reflui urbani ed industriali della
Provincia di Trieste.
Ai fini di una migliore comprensione del ruolo che le specie complessanti hanno nel trasporto
dei metalli nell'ambiente marino e per studiare la potenziale tossicità di questi ultimi nei
confronti degli organismi marini, abbiamo valutato il ruolo degli acidi umici e fulvici,
complessanti ubiquitari nell'ambiente marino, rilevanti sia in processi microbici, sia per loro
interazione con specie tossiche, metalli, nutrienti ed alogeno-organici. A tal fine si sono
effettuati vari campionamenti nel golfo scegliendo punti con caratteristiche spaziali e
temporali diverse e per valutare la capacità complessante (CC) si è scelto l'europio (III) come
metallo-modello.[2]
La determinazione della CC delle acque è stata eseguita mediante titolazione amperometrica,
impiegando come titolante l'Eu(III) e utilizzando la tecnica polarografica DPP con elettrodo a
goccia di mercurio (polarografo AMEL 433 interfacciato a computer).
La CC varia in modo molto netto lungo la colonna d'acqua ed è quasi sempre relativamente
elevata se rapportata alla concentrazione totale dei metalli pesanti analizzati (Zn, Cd, Pb e
Cu), segno che la capacità del sistema di formare complessi organometallici è ancora discreta.
Solo in alcune campagne, ed in particolare nelle acque di fondo, questo parametro ha mostrato
valori bassi, indicando una situazione potenzialmente rischiosa. I risultati complessivamente
ottenuti consentono una migliore ed aggiornata comprensione dell'impatto degli inquinanti in
questa zona costale particolarmente vulnerabile, fornendo utili informazioni non sempre
ottenibili dalle attività di monitoraggio di routine.
Bibliografia
[1] Cozzi, S., Adami, G., Barbieri, P., Cantoni, C., Catalano, G., Cristiani, F., Fioretto, V.,
Olivo, P., Purini, R., Raicich, F., Reisenhofer, E. 2004. Matching monitoring and modelling
in the Gulf of Trieste (Italy). Marine Pollution Bulletin, 48, 587-592.
[2] Norden, M., Ephraim, J.H., Allard, B. 1997. Europium complexation by an aquatic fulvic
acid - effects of competing ions. Talanta, 44, 781-786.
Iris type:
04.03 Poster in Atti di convegno
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