Il tephra del Tufo Giallo Napoletano nell'architettura stratigrafica del Golfo di Gaeta (Tirreno Meridionale): nuovi dati sismostratigrafici e petrochimici
Abstract
Data di Pubblicazione:
2017
Abstract:
Il Tufo Giallo Napoletano (NYT) è stato messo in posto da un'eruzione catastrofica avvenuta ai Campi Flegrei circa 14.9 ± 0.4 ka (Deino et alii, 2004). Il volume stimato dei depositi piroclastici emessi è di circa 45 km3 DRE (Dense Rock Equivalent) che ha ricoperto una superficie di circa 1000 km2 e la formazione di una caldera di circa 10 km di diametro (Scarpati et alii, 1993; Orsi et alii, 1995).
Il Golfo di Gaeta, al margine settentrionale della Campania, si trova a ridosso dei Campi Flegrei e fa parte di un bacino plio-pleistocenico associato a faglie normali e trascorrenti legate all'evoluzione del Tirreno orientale. La sedimentazione in questo settore è stata notevolmente influenzata dall'intensa attività vulcanica dei Campi Flegrei. In particolare l'eruzione del NYT ha prodotto, sulla piattaforma continentale, la messa in posto di sedimenti vulcano-clastici che hanno formato un marker stratigrafico (V in Iorio et al., 2014) riconosciuto in un'ampia area a largo di Cuma (Aiello et al., 2017). Mediante l'interpretazione, in chiave stratigrafico sequenziale, di una griglia di profili sismici ad alta risoluzione, è stato caratterizzato dal punto di vista litologico e geochimico mediante l'analisi di un campione prelevato da un carotaggio eseguito sulla scapata continentale, dove lo spessore della coltre sedimentaria era notevolmente assottigliata.
Nelle sezioni sismiche studiate, il NYT corrisponde a un riflettore continuo sulla piattaforma, ad alta intensità e piano-parallelo, intercalato ai depositi marini del System Tract trasgressivo. La profondità di V dal fondo è compresa tra da 10 a 30 ms (da 8 a circa 25 m). IL carotaggio C1161, eseguito alla profondità di 144 m, ha recuperato 2.62 m depositi la cui compattazione stimata è di circa il 15%. I sedimenti sono rappresentati principalmente da fango e argilla. Una variazione granulometrica avviene a circa 1,60 m dove è presente, fino alla base, sabbia fine e frazioni ghiaiose, i cui clasti sono essenzialmente gusci di organismi e pomici. Il profilo sismico di campionatura dimostra che la base del carotaggio ha recuperato la sommità di V. L'analisi tefrostratigrafica del campione di base ha permesso di caratterizzare il NYT, in termini di litologia e della composizione chimica. Secondo la classificazione di Le Maitre (2005), il vetro vulcanico contenuto nel campione ha composizione compresa tra una trachite/fonolite (trachyphonolite) e il limite tephriphonolite/latite, formando un trend composizionale continuo.
L'analisi sismo-stratigrafica e tefrostratigrafica è in corso di svolgimento in tutta l'area della piattaforma continentale del Golfo di Gaeta. I primi risultati riguardano un carotaggio (C9) eseguito 30 km a largo della foce del Fiume Garigliano. La frazione vulcanica di un campione prelevato ad 1,60 m dal fondo è soprattutto rappresentata da pomici vescicolate da vetro e rari clasti di lava. I clasti di vetro hanno una composizione compresa tra una trachite/fonolite (trachyphonolite) e una tephriphonolite. Tenendo in considerazione l'intervallo delle età dedotte da datazioni al radiocarbonio è stata ipotizzata la correlazione in fig.1.
Tipologia CRIS:
04.02 Abstract in Atti di convegno
Keywords:
Golfo di Gaeta; sismostratigrafia; Tefrostratigrafia; Tufo Giallo Napoletano .
Elenco autori:
Iorio, Marina; Aiello, Gemma; Insinga, DONATELLA DOMENICA
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