Data di Pubblicazione:
2016
Abstract:
Prendendo spunto dal libro Giambattista Vico y Baltasar Gracián. Dos visiones del Barroco (México 2011), il saggio ripercorre brevemente, nella prima parte, la genesi e lo sviluppo del concetto di Barocco attraverso le riflessioni di alcuni suoi celebri interpreti (Burckhardt, Wölfflin, Croce, Getto, Calcaterra), per poi concentrasi, nella seconda parte, sui contenuti specifici del libro. Venuto meno il razionale equilibrio che aveva contraddistinto l'epoca rinascimentale, una profonda crisi spirituale attraversa la civiltà barocca. Con l'infrangersi della compattezza cristiana, in seguito all'avvento della Riforma protestante, subentra un profondo smarrimento di fronte al cadere della sicurezza religiosa che genera un'atmosfera di crisi e di irrequieta ricerca spirituale e intellettuale. L'età barocca non esprime nel suo insieme una nuova visione organica dell'universo, al contrario, il suo carattere principale sembra risiedere proprio nella coscienza dell'"incertezza di tutte le cose", rivelando la sostanziale "instabilità del reale". Di questa nuova e complessa temperie culturale, Vico e Gracián sono di certo l'espressione più significativa. Categorie come l'"analogia", l'"ingegno", la "fantasia", la "memoria", l'"acutezza", che rivestono un ruolo centrale all'interno del pensiero e del linguaggio potentemente "metaforici" dei due filosofi, lungi dall'essere meri artifici retorici, traducono, in realtà, un atteggiamento di "perplessità interrogativa" di fronte alla mancanza di senso del mondo, trovando una loro intima giustificazione, ancora una volta, come riflesso di quella "instabilità del reale" che è al centro della visione del mondo barocca.
Tipologia CRIS:
01.01 Articolo in rivista
Keywords:
Vico; Gracián; Barocco
Elenco autori:
Mascolo, Armando; Sanna, Manuela
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