Un modello geologico tridimensionale per una conoscenza quantitativa del territorio. Esempi in Calabria
Conference Paper
Publication Date:
2017
abstract:
La salvaguardia del territorio è un punto cardine per sviluppo sostenibile, e risulta
di fondamentale importanza adottare una politica che miri alla riduzione dei rischi naturali,
poiché la loro pericolosità compromette, in maniera più o meno intensa, la vita umana, i beni
e le risorse economiche, l?ambiente.
I rischi geologici, com?è noto, interessano in maniera profonda il territorio calabrese, sia per il
ruolo geodinamico fondamentale della Calabria nell'ambito del Mediterraneo, elemento di raccordo
tra la catena siciliano-magrebide e la catena appenninica, sia per le modifiche naturali che
si mettono in atto in questa area geologicamente giovane.
La storia geologica della Calabria, sin dalla sua strutturazione, ha fatto si che questa terra nel
tempo acquisisse un'estrema fragilità derivante dai suoi caratteri geologici, geomorfologici e
strutturali.
Gli ammassi rocciosi calabresi, costituiti per la maggior parte da rocce di natura cristallina pertanto
maggiormente soggette ai processi alterativi, si mostrano estremamente fratturati e/o degradati
con caratteristiche geotecniche scadenti, a cui si associa una vulnerabilità infrastrutturale
tra le più alte di Italia.
La complessità geologica intrinseca della Calabria congiuntamente all'uso inappropriato del territorio,
per lungo tempo trascurato e violentato, mostra conseguenze disastrose in termini di
esposizione al rischio. I rischi di rilevanza e gravità ingenti che espongono popolazioni e territorio
calabresi fanno riferimento ad una molteplicità di fenomeni naturali: terremoto e/o tsunami,
frane e smottamenti, alluvioni, erosione costiera, ecc.
Se si guarda al passato, i fenomeni sismici verificatisi in Calabria sono tra i più catastrofici
dell'area mediterranea, ricordiamo il terremoto del 1638 nel settore centro-settentrionale e il terremoto
che nel 1905-1908, con una serie di violente scosse, colpi gran parte della regione.
In termini di rischio idrogeologico la storia dell'ultimo ventennio calabro mostra eventi importanti,
talvolta comprendenti porzioni estese di territorio (Soverato settembre 2000, Serre Vibonesi
2003, Cerzeto 2005, Vibo Valentia luglio 2006, intero territorio regionale autunno inverno
2009-2010, versante ionico reggino novembre 2015). L'intensità dei fenomeni di dissesto idrogeologico,
connessi e acuiti da fenomeni atmosferici estremi legati ai cambiamenti climatici in
atto, rappresentano importanti sorgenti di alterazione ambientale con conseguenze potenzialmente
molto gravi in termini di ambiente, economia e vite umane.
Le varie tipologie di eventi, coprono estensioni territoriali con scale spaziali comprese in intervalli
molto diversificati, mentre la loro natura fenomenologica è intrinsecamente caratterizzata
da notevole complessità ed instabilità temporale, con un comportamento fortemente dinamico
ed un'evoluzione altrettanto variabile.
Al fine di realizzare una corretta pianificazione e governo del territorio è necessario che si conoscano
le caratteristiche intrinseche dell'evento (occorrenza, intensità, frequenza, durata), tali caratteristiche
possono essere conosciute solo attraverso un attento studio ad ampio spettro. In
questa prospettiva si inserisce il presente lavoro che propone, attraverso un caso studio di
un'area del versante occidentale del Massiccio della Sila (San Pietro in Guarano), una metodologia
di indagine che potrebbe fungere da linea guida in contesti geologici aventi le stesse caratteristiche.
Iris type:
04.01 Contributo in Atti di convegno
Keywords:
modello geologico; tridimensionale; territorio; rischio da frana
List of contributors:
Gulla', Giovanni; Borrelli, Luigi
Book title:
Atti della XXXVIII Edizione
Published in: