L'insegnamento dell'informatica giuridica ('Diritto e tecnologie dell'informazione e comunicazione') nelle Università italiane
Conference Paper
Publication Date:
2007
abstract:
A un anno di distanza dal suo svolgimento vedono la luce gli Atti del
Convegno organizzato dall'Associazione Nazionale Docenti di Informatica Giuridica
(ANDIG) - tornata a nuova vita dopo molti anni di quasi totale oblio1 - con l'obiettivo
di fare il punto della situazione sullo stato degli studi, ma specialmente
sull'insegnamento delle discipline informatico-giuridiche in un momento nel quale la
riforma degli studi giuridici, da molti anni auspicata, sembrava dare spazio ad attese e
prospettive di sviluppo mai prima d'ora realizzatesi.
La lettura, a distanza di un anno, delle relazioni presentate al Convegno mostra
in realtà - com'era d'altra parte prevedibile - una situazione ancora fluida, non tanto
sul piano teorico, dell'individuazione cioè dell'oggetto e dei metodi della disciplina,
il cui statuto è andato definendosi, via via negli anni, per merito di quello sparuto
gruppo di docenti e di magistrati (alcuni oggi scomparsi, da Frosini a Giannantonio, a
Berni Canani), che ne sono stati i padri fondatori, quanto specialmente su quello
dell'attuazione concreta, nelle singole realtà universitarie, delle esigenze formative
che dalla normativa di riforma sembravano emergere come precise indicazioni da
tradurre negli ordinamenti didattici, e che invece solo in poche realtà sono state
accolte. Se ciò è in buona parte attribuibile ad una normativa che è cambiata più volte
nel giro di pochi anni, e che comunque nella sua flessibilità era suscettibile di
interpretazioni diverse da sede a sede, non si può negare che almeno in misura
altrettanto forte abbia influito la diffusa insensibilità, e talora l'insofferenza, di gran
parte dei nostri colleghi giuristi verso l'uso della tecnologia quale strumento per
conoscere, creare, interpretare ed applicare il diritto; e comunque il rifiuto mentale -
il che poi è forse peggio - di vederlo come attività da giuristi, nella quale cioè il
giurista è chiamato ad esprimere al meglio la propria vocazione.
Se si volesse, in estrema sintesi, dar conto dei contenuti essenziali del
Convegno, mi sembra che - al di là delle inevitabili diverse sfumature di
impostazione che si possono facilmente rilevare tra le varie relazioni - tre siano i
punti fermi sui quali l'accordo è stato assolutamente generale:
1. L'autonomia dell'Informatica giuridica come disciplina giuridica a pieno titolo. Su
questo punto già il dettato del decreto istitutivo della laurea magistrale in
Giurisprudenza (quinquennale) ed ora anche quello, recentissimo, della laurea in
Scienze dei servizi giuridici (triennale) non lasciano spazio ad equivoci: i curricula
dei corsi di laurea "assicurano, mediante appositi insegnamenti caratterizzati da
appropriate metodologie, l'acquisizione di adeguate conoscenze e
consapevolezza:...dell'informatica giuridica...". L'equivoca dizione delle
precedenti indicazioni degli Obiettivi formativi qualificanti del Corso di laurea,
dalle quali alcune Facoltà avevano ricavato la possibilità di utilizzare per
l'Informatica giuridica i crediti destinati alle c.d. "abilità informatiche", è stata
finalmente eliminata.
2. La distinzione, concettuale ed operativa, dell'Informatica giuridica in senso stretto
e del Diritto dell'informatica, come ambiti scientifici e disciplinari. Il che non
toglie che, nell'attuale situazione di rigidità dei settori disciplinari, e proprio allo
scopo di superare questa rigidità, venisse auspicato da qualcuno che si potesse
configurare un insegnamento comprendente entrambi gli ambiti, quello
informatico-giuridico e quello giuridico-informatico.
3. L'esigenza di uno specifico settore disciplinare. Si tratta di un'esigenza che è stata
fatta propria nel corso del Convegno anche da parte di quei docenti, oggi già in
numero adeguato, incardinati nel settore IUS/20 (
Iris type:
04.01 Contributo in Atti di convegno
List of contributors:
Ciampi, Costantino
Book title:
L'informatica giuriica oggi. Atti del Convegno ANDIG (Roma, 1° dicembre 2005)