Data di Pubblicazione:
2016
Abstract:
Che le tipicità (e le "tradizionalità") alimentari facciano parte del patrimonio culturale di un luogo e di un popolo non può essere messo in dubbio. Come dice Massimo Montanari il cibo, e soprattutto quello tipico e di qualità, è cultura. Ma le tipicità alimentari, e soprattutto la dieta mediterranea perché di essi esclusivamente si avvale, possono essere considerate beni culturali e in quanto tali essere sottoposte alle medesime forme di tutela a cui è sottoposto il cosiddetto patrimonio culturale materiale?
La dieta mediterranea pur facente parte del patrimonio culturale (immateriale) non è un bene culturale ma è di più: le leggi regionali (Campania n. 6/2012 e Calabria n. 45/2013) che se ne occupano abbracciano una serie di ambiti materiali che vanno dalla valorizzazione della multifunzionalità in agricoltura, al sostegno del paesaggio, del patrimonio naturalistico, storico e culturale, al turismo sostenibile, alla sana alimentazione, alla tutela della salute, alle attività culturali.
Se ancora ha un senso continuare a mantenere in vita le regioni, alcune "materie" devono essere di esclusiva competenza delle autonomie. Questo è sicuramente il caso di alcuni beni culturali immateriali che nascendo nei territori è dai territori che devono ricevere la giusta promozione e valorizzazione.
Tipologia CRIS:
01.01 Articolo in rivista
Keywords:
Patrimonio culturale; Prodotti tipici; Dieta mediterranea; Regioni
Elenco autori:
Arabia, AIDA GIULIA
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