A morphometric methodology to assess planktonic foraminiferal response to environmental perturbations: the case study of Oceanic Anoxic Event 2, Late Cretaceous
Articolo
Data di Pubblicazione:
2018
Abstract:
Il nanismo nei foraminiferi planctonici è stato riconosciuto in molti intervalli stratigrafici caratterizzati da importanti perturbazioni ambientali a scala globale come l'estinzione di massa al limite Cretacico/Paleogene e l'Evento Anossico Oceanico 2 (OAE 2) nel Cenomaniano superiore-Turoniano inferiore (Cretacico Superiore). Negli studi precedenti, tuttavia, la presenza di esemplari nani è stata identificata solo sulla base di osservazioni allo stereomicroscopio senza ricorrere all'acquisizione di dati morfometrici. Questo approccio impedisce di quantificare le variazioni morfometriche delle singole specie in campioni diversi in una successione stratigrafica ed il confronto delle variazioni morfometriche acquisite in località diverse per estrapolare eventuali variazioni
sincrone a scala regionale e/o globale.
In questo studio viene presentata una metodologia basata sull'analisi morfometrica per valutare la risposta dei foraminiferi planctonici alle perturbazioni ambientali nel passato geologico. A questo scopo è stato selezionato come caso di studio l'OAE 2, poiché non sono mai state acquisite analisi morfometriche sui foraminiferi planctonici in questo intervallo. Le analisi sono state svolte su due specie, Rotalipora cushmani (Morrow, 1934) e Whiteinella brittonensis (Loeblich & Tappan, 1961), selezionate poiché sono relativamente comuni nelle associazioni ed erano probabilmente adattate ad habitat diversi. I campioni studiati provengono da tre località chiave con un record stratigrafico continuo a cavallo dell'evento anossico: Eastbourne (Inghilterra), Clot Chevalier (SE della Francia) e Tarfaya (carota S57, Marocco). Per entrambe le specie sono state contate e misurate alcune caratteristiche del guscio (ovvero il numero di camere nell'ultimo giro, il diametro massimo del guscio e l'altezza della trocospira), che in base alle informazioni derivanti dalla biologia dei foraminiferi planctonici viventi potrebbero essere state soggette a variazioni in condizioni ambientali di stress.
I risultati di questo studio suggeriscono che: 1) la misura del diametro massimo che attraversa la prima camera in vista spirale è il
metodo più semplice ed oggettivo per stimare le variazioni di dimensione dei foraminiferi planctonici con avvolgimento trocospirale, 2) le sue variazioni sono probabilmente legate alla variazione dei parametri ambientali, 3) la ricostruzione della sua variabilità a cavallo di altri intervalli stratigrafici chiave potrebbe essere molto utile per ricostruire la risposta dei foraminiferi planctonici alle perturbazioni ambientali. Inoltre, sulla base dei dati raccolti in questo studio, non si riscontra alcuna riduzione nella dimensione delle specie di foraminiferi planctonici associabile alle perturbazioni legate all'OAE 2.
Tipologia CRIS:
01.01 Articolo in rivista
Keywords:
Globigerinida; morphometry; maximum diameter; dwarfism; Cenomanian-Turonian boundary interval
Elenco autori:
Falzoni, Francesca
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