Carta geologica d'Italia alla scala 1:50.000 Foglio 253. Marradi e Note Illustrative. Regione Emilia-Romagna.
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Publication Date:
2015
abstract:
L'area del Foglio 253 è ubicata nell'Appenino Tosco-Romagnolo e amministrativamente
ricade nelle Province di Firenze, Bologna, Faenza e Forlì-Cesena.
Nella seconda edizione della Carta Geologica d'Italia in scala 1:100.000 è compresa
nel Foglio 98 "Vergato" e nel Foglio 99 "Faenza" (CREMONINI & ELMI,
1971a, 1971b).
La zona si estende a cavallo del crinale principale della catena appenninica.
Lo spartiacque appenninico, qui orientato circa ONO-ESE, attraversa il settore
sud-occidentale del Foglio da Monte Faggio all'Ombrellino ad ovest passando
per il Monte Castel Guerrino, il Passo del Giogo, il Passo della Colla di Casaglia,
fino all'Alpe di Vitigliano ad est.
Data l'ubicazione geografica dello spartiacque, la maggior parte della superficie
del Foglio contiene bacini idrografici che drenano le acque verso NE, confluendo
in cinque principali corsi d'acqua: il Torrente Idice, il Torrente Sillaro ed
il Fiume Santerno, appartenenti al bacino idrografico del Fiume Reno, ed i Fiumi
Senio e Lamone. A sud dello spartiacque le acque confluiscono nel bacino del
Mugello, drenato dal Fiume Sieve.
La morfologia del Foglio è caratterizzata da forti dislivelli. Le cime più alte
si raggiungono sullo spartiacque appenninico e corrispondono al Monte Lavane
(q. 1261 m), nell'estremità sudorientale, al Monte La Faggeta (q. 1144 m) ed al
Monte Femmina Morta (q. 1126 m), mentre nei fondovalle, ad esempio a nordest
di Marradi lungo il Lamone o a sud-ovest nel Mugello, si scende fino a quote
intorno ai 250 metri.
I rilievi geologici per l'allestimento di questo Foglio sono stati eseguiti alla
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scala 1:10.000 nell'ambito del Progetto CARG (Legge 438/95), negli anni 1997-
2000, per le aree ricadenti in Toscana e nell'ambito del Progetto Carta Geologica
dell'Appennino Emiliano-Romagnolo alla scala 1:10.000, negli anni 1992-1994,
per le aree ricadenti in Emilia-Romagna.
I criteri di rilevamento e descrizione adottati sono litostratigrafico per i terreni
prequaternari, quello delle unità a limiti inconformi (UBSU) per i depositi
fluvio lacustri e alluvionali quaternari (CNR-CCGG, 1992; ISSC, 1994), mentre
per i depositi di versante è stato adottato un criterio essenzialmente litologico e
morfogenetico.
Durante il rilevamento sono state effettuate numerose campionature sistematiche,
per l'acquisizione di nuovi dati biostratigrafici e petrografici, lungo sezioni
stratigrafiche misurate.
Per la realizzazione delle sezioni geologiche sono stati utilizzati anche le
stratigrafie dei sondaggi per ricerca di idrocarburi ed i profili sismici cortesemente
messi a disposizione da ENI S.p.A. - Divisione AGIP; in particolare si ringrazia
il Dott. Sergio Rogledi, del servizio Esplorazione Italia, per l'assistenza
nell'interpretazione dei profili sismici.
Per la datazione dei campioni è stata utilizzata l'analisi basata sul contenuto
dei nannofossili calcarei.
Lo schema tempo adottato è stato così costruito: come Scala delle Inversioni
del Campo Magnetico Terrestre (GPTS) per l'intervallo Giurassico superiore-
Cretaceo superiore è stato adottato il modello proposto da GRADSTEIN et alii
(1994), e per l'intervallo Paleocene inferiore-Miocene superiore quello proposto
da CANDE & KENT (1992; 1995); anche per la Scala Cronostratigrafica sono stati
adottati i limiti proposti da GRADSTEIN et alii (1994) per il Mesozoico, e da
BERGGREN et alii (1995) per il Terziario, operando una scelta che rendesse più
semplice il riferimento delle unità litostratigrafiche ad unità cronostratigrafiche
definite in letteratura in modo spesso controverso. Per questo motivo le zone a
nannofossili calcarei vengono qui considerate il riferimento cronostratigrafico
più stabile, e utilizzate come biocronozone sono state affiancate alle tr
Iris type:
05.09 Cartografia
Keywords:
Stratigrafia; Tettonica
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