CARATTERIZZAZIONE IDRAULICA DI DUE DIFFERENTI FORMAZIONI ROCCIOSE COMBINANDO MISURE INFILTROMETRICHE E INDAGINI GEOFISICHE
Conference Paper
Publication Date:
2010
abstract:
In Puglia le falde idriche sotterranee rappresentano una risorsa fondamentale per l'approvvigionamento idropotabile.
I principali sistemi idrogeologici pugliesi sono caratterizzati da acquiferi porosi, come quelli che si impostano in rocce calcarenitiche, e acquiferi ospitati in rocce calcaree fratturate e/o carsificate.
Sempre più frequentemente tali sistemi sono soggetti a processi di depauperamento qualitativo legati a situazioni di sovrasfruttamento e/o contaminazione. Per tali ragioni la conoscenza dettagliata delle proprietà idrauliche, che governano i fenomeni di flusso e trasporto della zona insatura, è di fondamentale importanza per una gestione sostenibile delle risorse idriche; in particolar modo una precisa valutazione della velocità di flusso nella zona vadosa risulta necessaria per prevedere i tempi di migrazione dei contaminanti e quindi valutare la vulnerabilità della falda.
Negli anni sono stati sviluppate differenti metodologie di investigazione allo scopo di caratterizzare il sottosuolo e monitorare il flusso e il trasporto in questi complessi sistemi idrogeologici.
Questo studio presenta i risultati di un approccio metodologico multidisciplinare che combina misure infiltrometriche con indagini geofisiche, precisamente, misure di resistività elettrica, eseguite in due differenti siti della Puglia, caratterizzati da differenti formazioni geologiche e quindi caratteristiche idrauliche.
Un sito, vicino Altamura, in provincia di Bari, è rappresentato da calcari carsificati e fratturati, che contengono una importante falda profonda; tale area è stata soggetta a sversamento di fanghi derivanti dal trattamento di acque di scarico industriali.
Il secondo sito, vicino San Pancrazio Salentino, in provincia di Brindisi, è rappresentato da una cava di calcarenite utilizzata per lo stoccaggio di rifiuti prodotti da un' industria farmaceutica.
In entrambi i casi, lo sversamento ha causato contaminazione del suolo e sottosuolo.
Il flusso verticale è stato monitorato misurando l'abbassamento del livello idrico all'interno di un largo anello infiltrometrico, realizzato e installato direttamente sulla roccia affiorante, e contemporaneamente sono state condotte misure di resistività elettrica del sottosuolo al fine di monitorare l'infiltrazione dell'acqua, quindi l'approfondimento del fronte umido nella zona insatura.
In aggiunta, è stata condotta un'indagine di resistività elettrica azimutale, al fine di individuare eventuali direzioni di fratturazione principali presenti nelle rocce, che rappresentano vie preferenziali di flusso e trasposto di inquinanti.
I risultati ottenuti supportano l'efficacia dell'approccio metodologico combinato in questi sistemi idrogeologici complessi per stimare il flusso verticale nei due differenti acquiferi.
Iris type:
04.01 Contributo in Atti di convegno
Keywords:
UNSATURATED ZONE; INFILTROMETER TESTS; ERT
List of contributors: