Publication Date:
2019
abstract:
I ricercatori italiani sono troppo vecchi? In una società che sta invecchiando,
i ricercatori seguono le tendenze inerziali della popolazione attiva oppure si
comportano diversamente? Sulla base di una ricognizione della letteratura,
in questa sede ci si domanda prima di tutto se e perché sia un problema
l'invecchiamento del "personale di ricerca", ovvero quella parte della forza
lavoro che si dedica a generare idee per il futuro. L'analisi della situazione
italiana e di quella dei suoi principali partner internazionali mostra che oggi,
in effetti, i nostri ricercatori sono mediamente più vecchi che altrove, ma
anche che nel corso degli ultimi quindici anni il quadro demografico del nostro
paese non ha subito mutamenti di rilievo. Il contesto di spiccato invecchiamento
del comparto ricerca ereditato agli albori del duemila è rimasto
dunque simile senza che si riuscisse ad invertire la tendenza. Tuttavia, sussistono
differenze importanti tra la struttura demografica dei ricercatori del
settore pubblico e di quello delle imprese: nel settore privato le tendenze
sono governate da elementi contingenti al mercato del lavoro, mentre nel
pubblico pesano le decisioni politiche, soprattutto quelle relative a nuove
assunzioni. Le buone prassi presenti in letteratura indicano come via migliore
per garantire nel sistema ricerca il giusto equilibrio tra le diverse generazioni
quella della programmazione, della stabilità e della continuità,
elementi che in Italia sono finora mancati nella sfera pubblica.
Iris type:
02.01 Contributo in volume (Capitolo o Saggio)
Keywords:
Ricerca; Innovazione; Invecchiamento; Politiche della ricerca
List of contributors:
Archibugi, Daniele; Crisci, Massimiliano; Morettini, Lucio
Book title:
Relazione sulla ricerca e l'innovazione in Italia. Seconda Edizione